Il Blog di Eugenio Comincini

Eugenio
Comincini

Senatore della Repubblica
PD

Roma. Milano. Italia. Impegno e sfide.

Il Governo Conte parte dal conflitto di interesse. Quello del Premier.

Verso il Governo del bacio politico proibito

Il vero allarme di cui nessuno parla: l’inquinamento

Oggi sono stato a visitare il cantiere della M4 a Milano, la nuova linea metropolitana in costruzione che collegherà l’aeroporto di Linate con il quartiere Lorenteggio, passando dal centro di Milano (San Babila). Sono rimasto davvero colpito: i lavori proseguono speditamente e grazie agli stanziamenti del Governo si completeranno anche gli interventi che si sono resi necessari lungo lo svolgimento del cantiere. Milano è certo la città italiana dove la rete metropolitana è maggiormente sviluppata e dove il servizio viene reso meglio. Ma è necessario intervenire ancora. Se sarò eletto al Senato mi impegnerò per un’alleanza tra Comune di Milano, Città metropolitana, Regione Lombardia e Governo nazionale che si dia tre obbiettivi strategici importanti:

  • il completamento del disegno e della realizzazione della rete metropolitana milanese, con la creazione di una “circle line” (prevista per altro dal PUMS – Piano Urbano della Mobilità Sostenibile – del Comune di Milano) che attraversi il perimetro della città di Milano intersecando le linee metropolitane esistenti, tutte radiali;
  • bisogna intervenire pesantemente sulla rete ferroviaria regionale, per migliorare le prestazioni oggi rese ai numerosi pendolari, sia in termini di servizio offerto che di sicurezza;
  • serve una radicale riforma del sistema di tariffazione, che renda più equo e più conveniente l’utilizzo del trasporto pubblico, sia in ambito metropolitano milanese che regionale.

So che non è uno dei temi di cui si parla in questa campagna elettorale, nella quale si preferisce alimentare paure immotivate , ma l’inquinamento è un VERO allarme per questo Paese, soprattutto per la Pianura Padana. In queste settimane invernali si è tornati a discutere delle possibili sanzioni che Bruxelles potrebbe infliggere all’Italia e ad altri Paesi europei per il superamento dei limiti riguardanti l’inquinamento. I limiti stabiliti dalle normative europee consentono 35 giorni di superamenti di PM10 e i 44 giorni per l’ozono: molte città (soprattutto del nord Italia) li hanno ampiamente superati.

Proprio di pochi giorni va la notizia dell’ipotesi che in Germania i trasporti pubblici di alcune città, in via sperimentale, vengano resi fruibili gratuitamente: ciò al fine di favorire l’uso di trasporti pubblici a discapito delle auto.

Sono numerose le misure che possono e devono essere prese per arginare l’inquinamento e i suoi nefasti effetti sulla salute delle persone. Il nostro Paese ha intrapreso una strada che sta portando effetti positivi, ma bisogna accelerare.

Implementazione del trasporto pubblico ed efficientamento energetico degli edifici sono due vie preferenziali in questo percorso. In questo post parlo di TPL, riservandomi di trattare il tema dell’efficientamento energetico degli edifici (soprattutto quelli pubblici) in altro post.

In Italia sono 234 i chilometri di metropolitana presenti. Nella sola Madrid: 290. In Germania: 630. In Gran Bretagna: 680. Intanto, negli ultimi cinque anni, il tasso di mobilità della popolazione italiana – cioè le persone che si spostano giornalmente –, è aumentato dal 75,1% all’83,6% (per effetto anche della ripresa economico, che questi dati pure fotografano). Il 73,6% degli spostamenti avvengono su scala urbana, con percorsi mediamente di lunghezza di poco superiore ai quattro chilometri. A queste persone bisogna offrire sempre più soluzioni di mobilità alternativa all’uso dell’auto. Per il futuro – come si evidenzia nel programma del PD – è quindi necessario immaginare e progettare una nuova stagione infrastrutturale che veda importanti investimenti nel settore ferroviario e ciclabile.

La cura del ferro: dal 2014 nel nostro Paese è iniziata una strategia di ammodernamento delle reti ferroviarie, con particolare attenzione al trasporto regionale, a cui è stata destinata più della metà degli investimenti programmati per il periodo 2015-2018. A questo si affianca il progetto di rinnovo del parco dei treni pendolari, che permetterà di migliorare il livello di servizio e di sicurezza, e ridurre, entro il 2024, l’età media della flotta, dagli attuali 20 a 10,6 anni. Per il trasporto cittadino sono stati realizzati 27,4 km di nuove metropolitane, 35 nuove stazioni, 31,8 km di rete tramviaria e 67 nuove fermate. Occorre continuare su questa strada, potenziando le linee esistenti, completando quelle in esecuzione ed estendendo la rete di trasporto. In particolare, va completata l’alta velocità ferroviaria, velocizzando la linea adriatica e quelle del Sud Italia e realizzando i tratti Napoli-Bari, Catania-Palermo e Milano-Venezia.

La cura della bicicletta: bisogna promuovere la ciclabilità e la mobilità dolce, sia in ambito urbano che extraurbano. Occorre continuare l’investimento fatto per 1.500 km di piste ciclabili prevedendo bandi per lo sviluppo di progetti di ciclabilità con itinerari sovracomunali che potenzino sistemi intermodali di trasporto. In particolare vanno incentivati i percorsi ciclabili casa-scuola in ambito urbano.

In questi ultimi due anni è stato dato forte impulso a queste strategie. Tralascio la descrizione degli investimenti sulla ciclabilità, perché ne ho già parlato qui, in altro post. Nella Legge di Bilancio del 2017 il Governo Renzi ha stanziato 47 miliardi destinati ad un massiccio programma di investimenti pubblici (in un periodo che va dal 2017 al 2032). Nelle scorse settimane il Ministro Delrio ha ripartito la parte di risorse 2017 di competenza del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti (MIT): 1,4 miliardi destinati a metropolitane e tranvie delle grandi città italiane. A Milano sono stati assegnati ben 396,15 milioni (linee M2 e M4, opere aggiuntive sulla linea M4 Lorenteggio-Linate, 50 nuovi tram) che si aggiungono ai 285,28 già stanziati a favore del capoluogo. Poi Roma: 425,52 milioni (12 nuovi treni per la linea B, 2 per la linea A, adeguamento e mezza in sicurezza delle linee esistenti); Torino: 223,14 milioni; Genova: 137,38 milioni; Firenze: 47 milioni. E altre risorse sono state stanziate dal CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica): a Napoli sono andati 267,82 milioni (linea 6, ampliamento deposito officina di Piscinola della linea 1); Salerno: 100 milioni; Cagliari: 58,11 milioni; Reggio Calabria: 23 milioni; Catania: 59,50 milioni; 108,60 milioni sono andati al potenziamento della linea ferroviaria Bari-Taranto. Sempre al MIT stanno già predisponendo la ripartizione della quota 2018 dello stesso fondo: si tratta di ben 3,5 miliardi. Solo grazie ad investimenti importanti come questi il trasporto pubblico locale può ammodernarsi ed ampliarsi, come abbiamo bisogno di fare: e il “Fondo Infrastrutture” (i 47 miliardi, dal 2017 al 2032) rappresenta il più grande programma di investimenti pubblici che questo Paese abbia visto negli ultimi decenni. Si tratta di una montagna di soldi, che può garantire i risultati di cui abbiamo bisogno. Dipenderà dalle capacità della classe dirigente del Paese saper indirizzare bene le risorse messe a disponibile dai Governi guidati dal PD.

Questa è la strada giusta da percorrere e su questa bisogna andare avanti: i frutti delle scelte di questi anni si vedranno nel futuro, ma bisogna proseguire a recuperare risorse pubbliche da destinare a questi investimenti.

 

Ti potrebbe interessare anche...

Eugenio

7 Comments

You can post comments in this post.


  • Egr. Sig. Comincini, mi fa molto specie leggere questo intervento e mi domando: ma lei negli ultimi 8 anni cosa ha fatto? Dov’era? Se non ricordo male è stato sindaco di Cernusco sul naviglio. E se non ricordo male c’è anche una associazione di cittadini che lei conosce bene, che da molti anni si occupa di temi molto importanti come la qualità dell’acqua e l’inquinamento atmosferico, tanto per dirne qualcuno. Quindi qualcuno si muove, di certo non chi amministra la città.
    Eppure le posizioni di questi cittadini non sono mai stati prese in considerazione né dalla sua amministrazione né da quella attuale (chiara estensione della sua). Non può venire a parlare di trasporto sostenibile, biciclette ed altro ancora quando era favorevole al progetto ampliamento centro commerciale il carosello o quando ha fatto costruire il nuovo polo scolastico in una zona ad alto traffico, in cui i bambini (tra cui anche mio figlio) respireranno aria malsana dalla mattina, in cui entreranno a scuola, fino a sera, quando usciranno. Tra l’altro proprio lì avete fatto costruire una rotonda, che aumenterà il tasso di inquinamento. E non serve un luminare per capirlo, anche se qualche “giornalista” con evidenti limiti si permette di deridere chi sostiene l’equazione rotonda = maggiore inquinamento.
    Chiudo facendole presente che sempre i suddetti cittadini si sono finanziati per misurare i livelli di polveri sottili in città. In politica ci vuole credibilità, non solo chiacchiere.

    Malcolm Lastoria 7 mesi ago Reply


    • Negli ultimi 10 anni (non 8) nella nostra città abbiamo fatto molto su questi temi: forse non se ne è accorto. Cito alcune delle misure più importanti prese in campo urbanistico, con evidenti ricadute sul piano ambientale:
      – piano di governo del territorio che ha ridotto del ridotto complessivamente del 40% il consumo di suolo e le volumetrie ancora previste dal Piano Regolatore Generale del 2002 e che ha deciso di non espandere ulteriormente la città oltre quanto era già stato definito nel 2002, ma anzi di ridurne gli effetti;
      – introduzione (primi in Lombardia) della compensazione ambientale preventiva – strumento fortemente sostenuto da Legambiente – cioè l’obbligo in capo ai privati di dover cedere al Comune 4 metri quadri di aree verdi per ogni metro quadro di superficie realizzata;
      – per gli interventi su aree pubbliche (come la realizzazione del nuovo polo scolastico) l’obbligo di piantumare nuove aree boschive nella misura di 400 mq per ogni 100 mq di superfici realizzate (quindi la compensazione per la scuola prevede la realizzazione di una nuova area bosco a Ronco di circa 30.000 mq);
      – 610.000 i metri quadri di aree verdi comunali messi a disposizione degli agricoltori locali attraverso un bando pubblico, per poter implementare le produzioni con criteri di bio-agricoltura;
      – abbiamo aumentato di 2.350.000 mq le aree vincolate nel Parco Locale di Interesse Sovracomunale Est delle Cave, aggiungendoli ai 750.000 mq già inseriti nel PLIS nel 2006;
      – un regolamento edilizio che dal 2008 ha introdotto l’obbligo di costruire solo solo in classe energetica B ed A: oggi a Cernusco si costruisce solo in classe A ed A+;
      – azzeramento dell’utilizzo di oneri di urbanizzazione sulla spesa corrente.
      Sul tema della ciclabilità nei 10 anni nei quali ho guidato la città abbiamo esteso in maniera significativa la rete ciclabile, oggi oltre i 50 km, abbiamo realizzato uno sfruttatissimo bici park accanto alla stazione della metropolitana, abbiamo avviato il servizio di bike sharing per favorire la connessione tra mezzi pubblici (MM2) e posto di lavoro, abbiamo avviato il progetto di messa in sicurezza di tutti i percorsi ciclabili per ottenere – a fine intervento – una certificazione europea di sicurezza, tra le poche città del Continente a poterla ottenere. Non è poco tutto ciò: dice di un’attenzione non occasionale e di una scelta strategica dalla quale non si torna indietro. Tant’è che oggi Cernusco sul Naviglio è la città tra le meglio infrastrutturate per la ciclabilità nella città metropolitana milanese.
      Quindi, se mi permette, chi amministra si è mosso eccome, ed ha fatto tanto, davvero tanto, per i cittadini.
      Sul tema del Carosello non cambio idea e resto favorevole, senza che questa posizione svilisca i molti risultati ottenuti: il suo ampliamento avverrebbe anche senza il coinvolgimento di Cernusco; starne fuori ci consegnerebbe solo gli aspetti critici di quella operazione, mentre il prenderne parte darebbe anche dei benefici. Che Cernusco ci siano no, quell’operazione verra fatta. Va inoltre considerato che non si vive di totem e le centinaia di persone che lì lavorato (e lavoreranno) necessitano di una tutela per il futuro, tenuto conto della concorrenza di settore che avanza. Certo: ci si può disinteressare e dirsi contrari, ma quando il tema sarà il lavoro non si dica che non si è fatto nulla per tutelare quella realtà.
      Per altro il traffico che insiste la mattina e la sera su quella zona non è affatto legato al centro commerciale (la mattina all’ora di punta è ancora chiuso), ma al movimento di lavoratori che raggiunge la zona industriale di Cernusco: nessuno si lamenta mai di quei flussi di traffico; il che fa semplicemente dire che la contrarietà all’ampliamento del Carosello è ideologica, perché non esiste un traffico indotto positivo ed un traffico indotto negativa. L’onesta intellettuale è fondamentale per fare valutazioni su questioni delicate.
      Circa la costruzione della nuova scuola mi chiedo e le chiedo dove avremmo dovuta costruirla, se non in adiacenza al quartiere che si è sviluppato negli ultimi 15 anni… O preferiva una zona lontana che avrebbe comportato un più intenso uso dell’auto per raggiungere la scuola? C’erano altri spazi? Non mi risulta proprio. Sulla presenza delle auto faccio notare che gli altri poli scolatici cittadini non si trovano in aperta campagna e la metà si trovano in prossimità di ambiti ad alta intensità di traffico.
      La nuova rotonda realizzata poco distante dal polo scolastico da poco aperto è necessaria per garantire maggiore sicurezza alla viabilità e accessibilità alla zona: se preferisce rettilinei che favoriscono gravi incidenti – come si registrano sul quella strada, che è lambito a più alta incidentalità della città -, ne sarei sorpreso: un brutto incidente manda sicuramente all’altro mondo.
      Sui temi dell’acqua la mia Amministrazione ha contribuito a trasferire a livello di Consorzio Acqua Potabile il protocollo che l’associazione che cita aveva proposto al Comune, in modo che venisse – come ora è – applicato a tutti i Comuni aderenti al consorzio e non solo alla nostra città. E anche per questa ragione mi pare del tutto infondato che le istanze di quella associazione non siano state prese in considerazione. Poi, certo, non si può andare d’accordo su tutto, e la vicenda “Carosello” lo testimonia. Ma su tale tema – al netto delle considerazioni fatte sopra – i cittadini elettori hanno indirettamente espresso la propria opinione nelle votazioni del giugno 2017, quando a larghissima maggioranza al ballottaggio hanno scelto un Sindaco, Ermanno Zacchetti, che sul tema del Carosello aveva una posizione chiara, diversa da quella di molti altri candidati e pure dell’Associazione citata. Il tema Carosello è del resto stato oggetto di discussione nella campagna elettorale e quindi i cittadini elettori hanno potuto vagliare e scegliere anche in base a questo importante tema.
      Ascoltare non significa doverla pensare nello stesso modo.
      Infine, sulle misurazioni delle polveri, trovo la decisione “fai da te” poco razionale: sia perché gli strumenti usati non sono quelli degli Enti preposti a questo genere di attività e quindi sono confutabili ed inattendibili; sia perché ho imparato che misurare in un unico posto l’inquinamento serve a poco, giacché l’inquinamento è un problema globale, più grande; sia perché quand’anche conoscessimo i dati di casa nostra le misure che potremmo prendere come realtà locale inciderebbero poco sul problema complessivo, dato che l’inquinamento non è statico e dipende anche da fattori atmosferici. Diverso sarebbe poter avere a disposizione delle stazioni di rilevazione più diffuse sui diversi comuni del territorio, che permetterebbero di avere un quadro d’insieme più preciso e sviluppare più celermente ed efficacemente una coscienza collettiva che spinga ad assumere con più determinazione e su una scala vasta le misure che sopra ho illustrato. È un tema sul quale lavorare a più livelli istituzionali.

      Una visione strategica sul futuro, che si occupa su vasta scala di implementare il trasporto pubblico ed il trasporto merci su ferro, di operare per la riqualificazione energetica degli stabili (a partire da quelli pubblici), di sviluppare le infrastrutture ciclabili, e anche di meglio incentivare le auto ibride ed elettriche, è la sola strada che ci potrà salvare dall’emergenza inquinamento. Il resto sono sterili posizioni legate ad una visione ombelicale dei problemi.
      Se chi si impegna meritoriamente nella società civile, come lei, si togliesse il paraocchi, avremmo una consapevolezza maggiore e contribuiremmo a far crescere positivamente la comunità.
      Chiudo questa lunga riposta scrivendo che sono d’accordo con lei sulla credibilità che ci vuole in politica: i risultati ottenuti nei 10 anni di amministrazione della città parlano per me e credo che anche i risultati elettorali conseguiti siano frutto della credibilità che molti cittadini mi riconoscono.

      Eugenio 7 mesi ago Reply


      • Qual è lo studio o le fonti da cui arrivano i dati sul traffico citati? Grazie

        Jasmine 7 mesi ago Reply


        • Piano Generale del Traffico Urbano, approvato dal Consiglio comunale Nel 2016.

          Eugenio 7 mesi ago Reply


          • Strano, nel PGTU non sono riportate misure di monitoraggio dell’area del centro commerciale Carosello e neppure di via Goldoni.

            jasmine 7 mesi ago


  • Con l’84% rifiuti differenziati, nel 2016 Cernusco sul Naviglio si classificherebbe al 6° posto assoluto in tutta Italia (con uno sguardo alla classifica 2015 di Lega Ambiente) dei Comuni iper-ricicloni. E’ al corrente? Come mai non lo cita come incredibile exploit. Dovrebbe essere contentissimo degli sforzi dei Cernuschesi e un viatico come Ministro dell’Ambiente non le pare?

    SergioP 7 mesi ago Reply


  • 1) L’emblema del 40% in meno di sviluppo territoriale del suo PGT rispetto al precedente Piano (valori che si correlano al problema inquinamento) – come ho già scritto tempo fa su questo blog – si scontra totalmente con la sua previsione di crescita di circa 600 abitanti/anno, cioè il doppio di tutti gli strumenti generali precedenti e relazioni previsionali e programmatiche di quei tempi. Un contrasto per il quale non trovo spiegazioni. Lei ne ha? 2) La stessa previsione di crescita di 600 abitanti/anno si scontra con l’andamento reale della popolazione di questi ultimi anni che mediamente è la metà. Un PGT che sballa la previsione di crescita il doppio di quella necessaria e di quella reale. Lei che ne dice? 3) Se la constatazione di cui al punto 2) fosse confermata, come la mettiamo con l’eccesso delle volumetrie in più (il doppio) di quelle necessarie? Non è uno spreco, un maggior inquinamento e un rinnegare nei fatti la sua visione ecologica, al posto del possibile decremento o quantomeno pareggio antropico?

    SergioP 7 mesi ago Reply


Post A Reply