Il Blog di Eugenio Comincini

Eugenio
Comincini

Senatore della Repubblica
PD

Roma. Milano. Italia. Impegno e sfide.

Il Governo Conte parte dal conflitto di interesse. Quello del Premier.

Verso il Governo del bacio politico proibito

La sconfitta elettorale e il mio percorso

Conferenza spampa a Milano sui risultati delle elezioni

Sono giornate difficili: inutile negarlo. Il risultato delle elezioni politiche del 4 marzo è pesante e segna la fine di una stagione.

In questa sconfitta chiara ed evidente, i dati ufficiali dicono che anche io risulto eletto al Senato: risulto il secondo degli eletti, con quoziente pieno, nella circoscrizione Lombardia 4 dove ero candidato, al terzo posto, dietro Simona Malpezzi, che – come previsto -, essendo stata eletta come capolista nella circoscrizione Lombardia 2, ha chiaramente liberato la seconda posizione. Insomma: tra i banchi della XVIII legislatura ci sarò anche io, a Palazzo Madama!

Gli italiani hanno in maggioranza stabilito che i risultati conseguiti negli anni di governo a guida PD non sono stati sufficienti per riconfermare la fiducia a chi ha guidato il Paese fuori dalla crisi. Hanno scelto di affidare la gestione delle proprie paure – legate all’immigrazione o agli effetti della crisi e della globalizzazione – a chi ha interpretato quei temi.

Il PD esce pesantemente sconfitto da questa tornata elettorale. L’amarezza e la delusione per questo esito negativo si accompagnano alla consapevolezza che c’è da fare un grande lavoro per ricostruire una presenza e una comunità, in molte parti del Paese andata dispersa, entrata in crisi, troppo dedita ai tatticismi anziché ai problemi delle persone. C’è da ricostruire, e – francamente – quando bisogna rinnovare una casa, si deve certo fare fatica, ci si deve mettere impegno, ma si tratta di un’attività bella e appassionante! Abbiamo davanti un lavoro non semplice, ma bello da realizzare, da portare avanti con chi non ha perso la speranza di costruire insieme un futuro migliore; un lavoro che deve coinvolgere in modo nuovo chi è rimasto ai margini o si è detto deluso. In questo marasma generale, noi abbiamo una strada segnata da percorrere: e se non percorreremo questo cammino saremo destinati a fallire. Quindi: cominciamo a far su le maniche, ragionando seriamente sulla sconfitta, ma senza indulgere nel tragedismo. Non è la prima volta – né sarà l’ultima – che si vive una pensante sconfitta elettorale: ci faremo carico della lezione e si ricomincerà.

Del resto, in questo scenario apocalittico, con risultati profondamente diversi tra nord e sud (qui i dati Camera, qui i dati Senato), emerge con evidenza che il PD tiene in Lombardia e a Milano più che altrove: nel capoluogo il risultato è del 27% (qui i dati), nei comuni della città metropolitana il PD ottiene un buon 23%. Nella mia città, Cernusco sul Naviglio, il PD si conferma primo partito con il 27%, davanti a M5S al 22% e Lega al 20,8% (qui i dati). Un ottimo risultato, in uno scenario di grande desolazione e sconforto.

In generale, abbiamo perso tantissimo nelle aree periferiche, non solo geografiche. Su questo dovremo interrogarci per rilanciare la nostra azione. Ma non ripartiamo da zero: amministriamo tanti Comuni e questo ci deve aiutare a ritrovare la spinta, correggendo la rotta.

Matteo Renzi ha annunciato lunedi sera che si dimetterà da Segretario del PD. È giusto e naturale che lo faccia: il PD sotto il 20% e lontanissimo dall’obiettivo che si era dato di essere primo gruppo parlamentare, lo impongono. Paga un prezzo altissimo: i risultai di governo sono stati molto buoni, ma non sono bastati.

In mezzo allo sconquasso elettorale la notizia della mia elezione è una nota positiva.

Per me, per la mia città, per la mia famiglia, è un grandissimo onore essere chiamato a rappresentare la nazione in Parlamento.

Metterò tutto il mio impegno per una opposizione ferma e chiara (mai un governo con gli estremisti!), per ricostruire le relazioni con quegli elettori che ci hanno voltato le spalle perché vivono quotidianamente periferie esistenziali che non abbiamo saputo cogliere ed affrontare adeguatamente, per rappresentare in Parlamento gli interessi del mio territorio e di Milano.

Grazie per tutto il sostegno, morale ed elettorale, ricevuto: voglio essere all’altezza di questa fiducia!

 

PS1: già altri cernuschesi sono stati chiamati ad alti uffici in Parlamento, ma sono stati tutti esponenti di centrodestra; risulto per la mia città il primo parlamentare di centrosinistra dalla nascita della Repubblica. Un onore ed una responsabilità in più.

PS2: degli eletti milanesi sono il solo a non risiedere a Milano città, ma in un comune dell’area metropolitana (in verità siamo in due: c’è anche Simona Malpezzi; ma lei formalmente risulta eletta a Bergamo-Brescia): anche questo aspetto mi carica di responsabilità, verso amministratori locali, iscritti e cittadini. Ci sarò, per tutti!

 

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Eugenio

3 Comments

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  • …e noi non ti faremo mancare il nostro sostegno che in momenti come questi è più necessario che mai. Buon lavoro!
    Francesco Muscella

    Francesco Muscella 7 mesi ago Reply


  • Ciao Eugenio,
    complimenti e, soprattutto, grazie!
    Conto sulla tua opposizione ferma.
    Mi permetto di aggiungere una piccola riflessione sulla nostra debacle.
    Come hanno avuto già modo di dire in molti, in primis il neo iscritto Calenda, anche a me pare che PD sia stato percepito come il partito dell’élite. Un partito di persone che parlano un linguaggio incomprensibile a molti rivolgendosi a pochi.
    In un’epoca in cui la comunicazione ha bruscamente virato verso l’ipersemplice, l’immediato e il tutto e subito la nostra classe dirigente ha continuato a parlare di provvedimenti e di attrezzi normativi mentre gli altri parlavano di mandarli tutti a casa e prima gli italiani. In termini di semplicità comunicativa un abisso.
    Per questo è apparso lontano dai cittadini nonostante in questi quasi 5 anni di legislatura con i suoi 3 governi a guida PD ci siamo presi cura di tutto il paese.
    È una colpa avere parlato di cose più complicate da comunicare ma più aderenti ai bisogni dell’intero paese? A mio parere no.
    La colpa è lasciare che un’intero paese non venga accompagnato e aiutato a comprendere la complessità e ad accettare che capire richiede un po’ di fatica.
    Se vogliamo fare passi avanti noi e il nostro paese dobbiamo a mio parere dare priorità alla formazione. Formazione politica delle giovani generazioni, formazione dei militanti che, strada per strada, devono raccontare al paese la verità e formazione della classe dirigente che deve saper comunicare a tutti e non solo con il linguaggio di alcuni.
    In grosso in bocca al lupo e buon lavoro!

    Giuseppe Ronzoni 7 mesi ago Reply


  • al di fuori di ogni considerazione per come sono andate le votazioni per il PD, auguro di cuore un buon lavoro al Senato e congratulazioni!

    GIUSEPPE 7 mesi ago Reply


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