26 apr 17 - 18:06

Intervista di fine mandato con Voce Amica

Sul numero di aprile del mensile Voce Amica, una lunga intervista a cura di Maurilio Frigerio sull’esperienza e l’impegno amministrativo come Sindaco di questi dieci anni.

La riporto integralmente qui sotto (l’intervista pubblicata sul mensile è anche disponibile sul portale Cernuscoinsieme con il titolo “Comincini: dieci anni da Sindaco, esperienza intensa ed entusiasmante“).

DOPO 10 ANNI COME SINDACO DI CERNUSCO…

Insolita intervista a Eugenio Comincini che lascia l’incarico di primo cittadino dopo due mandati

Quanti anni sono passati da quando in oratorio faceva il chierichetto, “la sentinella del mattino” o l’aiuto regista nei musical?
Ho iniziato a fare il chierichetto in terza media per poi terminare come cerimoniere nel 2001; la “sentinella del mattino” dopo il Giubileo del 2000, quando il cardinal Martini lanciò questo percorso di impegno rivolto ai giovani; l’aiuto regista del musical “Il Sogno di Giuseppe” mi ha visto impegnato per il Giubileo del 2000, con repliche che sono andate avanti per circa 3 anni.

Ha ancora senso per i cattolici impegnarsi in politica?
Assolutamente più che mai e mi sento di dover dire che a Cernusco i cattolici stanno dando – e hanno dato anche in passato – molto per la vita della città. Ci sono una consapevolezza dei problemi, uno sguardo allargato, una coscienza condivisa, un riconoscimento del ruolo delle istituzioni, che i cattolici hanno il dovere di rendere concretamente operativi, a partire dalla propria città, dai luoghi dove le comunità vivono ed operano. Negli anni è stato seminato molto da parte di sacerdoti ed educatori, con uno sguardo libero sui problemi sociali esterni alla vita dell’oratorio: l’augurio è che ancora oggi si riesca a formare una coscienza sociale critica nei giovani e che possano così scegliere di impegnarsi in politica.

Dieci anni come Sindaco di Cernusco: cosa resta personalmente di questa esperienza?
È stata una esperienza intensa, entusiasmante: stiamo parlando di dieci anni della mia vita, un quarto del mio percorso, una parte dunque importante. Sono stati gli anni in cui mi sono anche sposato e sono diventato papà: posso dire i migliori anni della mia vita. È stato anche un periodo molto faticoso, nel quale operare con le persone che hanno condiviso questa esperienza. E poi la bellezza delle relazioni con i cittadini con cui mi sono trovato a parlare, a discutere o a vagliare problemi personali, anche se non sempre sono riuscito ad aiutarli. Sono stati gli anni più difficili per i Comuni italiani, ma siamo riusciti comunque ad ottenere risultati apprezzabili e riconosciuti.

Tra le tante persone incontrate, chi o cosa ricorda con particolare affetto?
Questi dieci anni mi hanno fatto incontrare parecchie persone: dai semplici comuni cittadini a personalità dello Stato, delle religioni o del mondo dello spettacolo. Ricordo con piacere figure come i presidenti della Repubblica Napolitano e Mattarella, il presidente del Consiglio dei ministri Renzi. Ricordo anche con affetto l’incontro con il cardinal Martini, il Dalai Lama e poi con gli arcivescovi Tettamanzi e Scola. Poi, in questi anni, avendo ricoperto per due anni e mezzo anche il ruolo di vicesindaco della Città Metropolitana, ho avuto modo di svolgere alcuni incontri, in particolare durante l’Expo milanese, con il sindaco Pisapia e il presidente della Regione Maroni. Mi sono incontrato con capi di Stato e di Governo esteri come Putin, Hollande, Merkel, ricordo anche Bono Vox degli U2. Emozioni personali che non ho mai raccontato e condiviso, ma che restano dentro di me come bei ricordi. Però una delle cose più toccanti e che mi ha lasciato particolari ricordi rimane la visita che feci nel novembre 2009 al campo di concentramento di Mauthausen con i ragazzi del CAG di Cernusco.

Ed il maggior rammarico per aver sbagliato qualcosa, o non aver capito una particolare situazione?
Rammarichi particolari non ne ho, come ho anche detto in consiglio comunale i risultati che abbiamo conseguito sono importanti. Questo non vuol dire non aver fatto errori. Mi sarebbe piaciuto vedere terminato il restauro di Villa Alari, ma con i tempi amministrativi non è stato possibile, ed è l’unica cosa per cui mi dispiaccio.
Situazioni con problemi non risolti possono certo essercene: sul versante dei servizi alla persona abbiamo attivato nuove risposte, ma non si può coprire ogni bisogno. In questi giorni ha aperto il Centro Diurno Integrato per anziani per poter aiutare le persone con problematiche gravi. Però chi vive in condizioni precarie non sempre ha avuto soddisfazione; quando vedi situazioni di famiglie con gravi problemi di salute, ti resta l’amarezza di non aver potuto fare molto.

Non ha mai avuto la tentazione di mollare o di pensare “chi me lo ha fatto fare”, magari di fronte a qualche difficoltà oppure per qualche accusa personale, ricevuta da avversari?
Il “chi me l’ha fatto fare” l’ho pensato e detto più volte, ma quasi come uno sfogo personale detto tra amici o con mia moglie. Pentito di aver fatto questa scelta mai. Sono contento di aver potuto vivere questa esperienza consapevole che questa fatica non mi ha cambiato, sono rimasto la stessa persona che ero prima, gli amici mi trattano come prima. Ho dato il mio contributo, come anche altri lo hanno dato ed altri ancora lo daranno in futuro. Quanto alle critiche: a volte le persone non comprendono i percorsi e la strategia nella vita della città; sono aspetti che non sempre sono compresi dal cittadino comune.

Da attento e privilegiato osservatore, come è cambiata Cernusco in questi dieci anni?
Certo Cernusco è cambiata: ha accolto tanti nuovi Cernuschesi che hanno proprio scelto di venire a viverci; ho incontrato nuovi Cernuschesi che mi hanno raccontato che passando lungo il Naviglio o fermandosi per mangiare un gelato o in visita ad amici hanno visto la nostra realtà e ne hanno colto le peculiarità positive. Una famiglia mi ha raccontato che, vivendo a Milano e dovendo cambiare casa, è andata a chiedere informazioni nei bar… e tutti hanno detto che a Cernusco si vive bene; e così l’hanno scelta, contenti ora di viverci. Segnalo anche questo dato: Cernusco ha aumentato la popolazione e chi vive in città da meno di dieci anni rappresenta il 40% dei residenti.
In città, incredibilmente rispetto al contesto generale, il reddito medio dei Cernuschesi è cresciuto nonostante la crisi: siamo al 27° posto tra le città italiane, pur sapendo che non mancano le diversità e le situazioni di povertà. Ho visto crescere una dinamicità sociale e sportiva, anche se vedo sempre meno giovani impegnati nelle associazioni. Anche da noi, purtroppo – complice certo il ruolo dei social network – registro una tendenza all’iper-criticismo, al guardare in maniera ossessiva al particolare, perdendo di vista le strategie generali. C’è bisogno di tornare ad educare al senso di comunità e alle sue esigenze complessive.

E quali sono le nuove emergenze?
Registriamo crescenti problemi sulle persone anziane: la popolazione invecchia e l’insorgere di nuove malattie crea situazioni complesse e pesanti in alcune famiglie. Constatiamo il crescere del bullismo fra i giovanissimi e dei danneggiamenti del patrimonio pubblico. Sempre più genitori chiedono di essere supportati nell’azione educativa verso i figli, preoccupati del contesto e delle loro capacità. Abbiamo aree dismesse da riconvertire con logiche nuove, che diano spazio ai diversi bisogni della città. Non su tutte le questioni aperte siamo stati incisivi.

Anche la vita “politica” dei partiti è cambiata?
La vita politica ha subìto un forte declino, forse anche sulla scia degli accadimenti nazionali. I gruppi politici che hanno una costante operatività, con iscritti, con un direttivo democraticamente eletto ed organizzato ormai si contano sulle dita di una mano, e avanzano le dita. Fioriscono le proposte politiche di singole persone che non hanno dietro nessuno: per fare politica bisogna fare fatica. La società che viviamo ormai rifiuta la complessità, vuole tutto semplice: la politica però è per sua natura un’arte complessa e pensare di poterla rendere facile crea confusione: o ci si allontana o non si riescono a dare risposte corrette e la politica che si sposa con l’amministrazione e la burocrazia necessita di tempi lunghi.

Qual è la cosa che la inorgoglisce maggiormente, magari tra i progetti portati a termine?
Tante cose sono state fatte e siamo contenti dei risultati. Il nuovo polo scolastico del valore di circa 10 milioni di euro: si tratta della più importante opera pubblica in valore assoluto mai realizzata in città, oltre che rappresentare un’eccellenza da un punto di vista architettonico e di innovazione. Il Sole 24 Ore ha inserito quest’opera fra i dieci progetti architettonici maggiormente attesi del 2017, insieme al nuovo Centro direzionale Lavazza a Torino, la Biblioteca a La Spezia e il nuovo Tribunale di Parigi… Il merito è dei progettisti, ma come amministratori abbiamo fatto la nostra parte: è un progetto innovativo che ha visto una sua concreta realizzazione; erano circa vent’anni che se ne parlava. La Filanda, che dopo trent’anni e tanti progetti diversi, ha avuto una sua destinazione.
La viabilità, eliminando quasi tutti i semafori e inserendo le rotatorie: certo il traffico non può essere del tutto eliminato, ma è più scorrevole. L’aver investito molto sul centro sportivo, ammodernandolo nelle strutture, portandolo a livello di eccellenza e scelto anche da importanti società sportive per eventi particolari. Poi sono contento di quanto realizzato per i più deboli: in questi giorni i componenti di un’associazione di volontariato sociale incontrati in Fiera mi hanno ricordato che abbiamo fatto molto per loro e i loro figli.

Cernusco ha un certo fascino…
Certo, negli ultimi trent’anni le amministrazioni che si sono succedute hanno investito compiendo scelte che hanno disegnato l’attuale volto della città, un volto da valorizzare anche con il recupero della storia, dei suoi monumenti, dei personaggi che le hanno dato lustro. Anche le Giornate Europee del Patrimonio, con il FAI, hanno contribuito a far conoscere Cernusco. Recentemente ho chiesto al Comune di Milano, in comodato d’uso, di poter ospitare i “nostri” reperti archeologici ritrovati a suo tempo in città…

Come si immagina il futuro, tra qualche mese, che cosa farà?
Innanzitutto farò una bella vacanza con la mia famiglia. È una promessa fatta!

Ma per l’esperienza acquisita come amministratore pubblico, anche come vicesindaco della Città Metropolitana, come membro della Direzione nazionale del Partito Democratico e come amico di Renzi – si può ancora dire? – si immagina una possibile impegno politico fuori da Cernusco?
Sono ancora indeciso su cosa farò: ho la consapevolezza di aver maturato una significativa esperienza e sarebbe sprecato abbandonare la politica. So di avere la possibilità di poter vivere nuove esperienze a Roma o in Regione, ma prima di fare una scelta la dovrò valutare con la mia famiglia: ho due bambini piccoli e queste scelte potrebbero cambiarmi la vita. Mia moglie mi supporta e non mi ha mai ostacolato nei miei impegni, ma questa decisione dovrò prenderla con la mente serena: c’è ancora un po’ di tempo per poter decidere.

Per alcune pagine di Voce Amica siamo stati accusati di parzialità su temi che riguardano la città; a noi pare di aver fatto cronaca e dato rilievo anche dove altri sono stati assenti …cosa ne pensa?
Riconosco a Voce Amica di aver svolto un ruolo importante: avete fatto cronaca senza badare alle polemiche. Anche le cronache del consiglio comunale e di tutto quello che accadeva in città sono sempre state raccontate dando voce alle diverse parti in campo. Avete avuto uno stile sobrio nel raccontare e avete svolto una funzione in maniera continuativa e senza clamori.

Ultima domanda… Chi sarà il prossimo Sindaco?
Lo sceglieranno gli elettori! Io da elettore e da Sindaco uscente sceglierò una persona che possa dare al meglio continuità al lavoro svolto, per proseguire nell’attuazione del progetto di città condiviso con molte persone dieci anni fa, affinché lo porti a compimento.

Maurilio Frigerio

(Redazione Voce Amica)

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