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Premio “Buona politica”: il mio discorso al Consiglio regionale lombardo

Si è svolta questa mattina presso il Consiglio regionale lombardo la cerimonia di consegna del premio “Buona politica” assegnatoci per il nostro impegno per la tutela del territorio comunale e per aver favorito la partecipazione attiva dei cittadini.

Dopo un primo riservato incontro con il Presidente del Consiglio regionale, Raffaelle Cattaneo (insieme al mio vice-Sindaco e Assessore alla Gestione del Territorio, Giordano Marchetti, ed al Consigliere regionale Paolo Micheli, che ci ha proposto per il premio), nel corso del quale il Presidente si è interessato al lavoro svolto in questi anni sulle tematiche urbanistiche e del bilancio partecipato, ci siamo trasferiti nell’Aula del Consiglio regionale per la cerimonia di premiazione, avvenuta con la consegna della pergamena-attestato e delle medaglie della Regione Lombardia raffiguranti le 12 provincie lombarde.

Nell’aula ho avuto l’onore di essere introdotto, oltre che dal Presidente Cattaneo, anche dal Consigliere regionale Umberto Ambrosoli che ha illustrato al Consiglio le ragioni per le quali è stata avanzata la nostra candidatura al premio.

Il premio “Buona politica” è un riconoscimento importante, che fa seguito ad altri importanti attesati che la nostra Amministrazione ha ricevuto in questi anni (voglio citare solo la finale degli oscar di bilancio dello scorso anno) e che testimoniano – da parte di istituzioni ed autorità terze rispetto al nostro ruolo ed impegno politico – la bontà (almeno di una parte) del lavoro che abbiamo svolto in questi anni; proprio oggi, 11 giugno, ricorre il sesto anniversario della nostra prima vittoria elettorale (qui un post con i video di quella storica giornata): una felice coincidenza che ha reso ancora più bella questa giornata! 🙂

(Per la cronaca: nella stessa cerimonia è stato premiato anche Fiorenzo Bongiasca, Sindaco di Gravedona e Uniti (CO), esempio di una fusione virtuosa tra Comuni, la prima nel contesto del territorio comasco).

Qui di seguito il testo integrale del discorso che ho rivolto al Consiglio regionale dopo la consegna del premio:

Signor Presidente, signore e signori Consiglieri,

sono davvero onorato e felice per questo importante riconoscimento che giunge al Comune di Cernusco sul Naviglio da parte dalla Regione Lombardia e ringrazio il presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo per aver voluto accordare alla nostra esperienza amministrativa in ambito urbanistico e partecipativo la rilevanza e l’attenzione che questa cerimonia comporta.

L’occasione che mi viene concessa di parlare ai Consiglieri regionali è un’opportunità importante non tanto per far conoscere quanto abbiamo realizzato di positivo quale esperienza di “buona politica”, quanto per offrire spunti alla riflessione e alle scelte che i legislatori regionali sono chiamati a compiere per nell’interesse comune dei lombardi.

Mi permetto quindi di esplicitare i contenuti di ciò che la Regione Lombardia ha voluto riconoscere come “buona politica”, decidendo di soffermarmi – per evidenti ragioni di tempo – sulle questioni attinenti la tutela del territorio comunale.

 

Cernusco sul Naviglio è una cittadina di 32.000 abitanti ad est di Milano. La nostra esperienza amministrativa è iniziata nel 2007 ed oggi siamo al secondo mandato. Nel corso del nostro primo mandato abbiamo elaborato, adottato ed approvato il Piano di Governo del Territorio, che è in vigore dal maggio 2011. Il Piano di Governo del Territorio che abbiamo sviluppato e che ha sostituito il precedente Piano Regolatore Generale del 2002, è uno strumento di pianificazione urbanistica innovativo e che si discosta sensibilmente dalle esperienze ordinariamente riscontrabili nelle nostre città.

Il PGT non ha previsto nuove aree di espansione rispetto a quanto aveva programmato il PRG del 2002, strumento urbanistico non completamente esaurito all’atto dell’elaborazione del nuovo PGT. Tecnicamente non vi sono “aree di trasformazione” poiché il PGT non ha previsto nuovi insediamenti oltre al perimetro urbanizzato già definito con il precedente PRG, ma al contrario ha “modificato” le aree già trasformate dal precedente strumento urbanistico andando a ridurre complessivamente i “pesi” rimasti. Ha infatti ridotto del 40% il consumo di suolo previsto dai residui del PRG precedente. Ha ridotto del 40% le possibilità espansive delle costruzioni esistenti, impedendo che – come spesso avvenuto con le precedenti regole del PRG – villettine unifamiliari si trasformino in palazzine di molti appartamenti, consentendo invece una ragionevole espansione commisurata alle esigenze familiari e al’area disponibile. Ha ridotto del 40% il carico insediativo complessivo realizzabile della parte non ancora attuata del PRG precedente.

Ha tutelato 2.500.000 metri quadrati di verde inserendoli nel Parco Locale di Interesse Sovracomunale “Est delle Cave”, aggiungendoli ai 700.000 precedentemente previsti.

Ha introdotto – per la prima volta in Lombardia – la compensazione ambientale preventiva, con l’obbligo per gli operatori di cedere al Comune 4 metri quadri di aree verdi per ogni metro quadro di superficie lineare piana realizzata.

Ha dedicato uno dei 7 progetti specifici del Documento di Piano all’agricoltura locale, riconoscendone l’importanza e le potenzialità di sviluppo.

Ha consentito all’Amministrazione di mettere a disposizione degli agricoltori locali 610.000 mq di aree verdi di proprietà comunale perché vengano coltivate con criteri di bioagricoltura (il bando pubblico per l’assegnazione di queste aree sarà pubblicato entro fine mese, dopo che abbiamo raggiunto con le associazioni di categoria degli agricoltori l’accordo sulle modalità di messa a disposizione delle aree).

A ciò si aggiungono due scelte maturate prima dell’approvazione del nuovo PGT: la progressiva eliminazione dell’uso degli oneri di urbanizzazione per finanziare la spesa corrente (nel 2007, quando si insediò la nostra nuova Amministrazione, ammontavano a 2.650.000 euro gli oneri di urbanizzazione applicati alla parte corrente del bilancio che totalizzava circa 26.000.000 di euro); tale quota è stata azzerata; la seconda scelta ha riguardato l’approvazione di un nuovo regolamento edilizio che dal 2008 impone di costruire solo in classe energetica “A” o “B”, accordando solo ai progetti realizzati in classe energetica “A” l’incremento volumetrico di circa il 10% stabilito dalla legge regionale.

 

Quanto brevemente descritto credo che rappresenti un’esperienza originale: un pacchetto di scelte coordinate che portano benefìci importanti al nostro territorio e alle persone che lo abitano e lo vivono. Una cittadina di media dimensione come la nostra che intraprende un percorso del genere rappresenta un’eccezione nel variegato panorama delle Amministrazioni locali.

Davanti a questo Consiglio regionale mi sento di richiamare la vostra attenzione ed il vostro impegno su due questioni cruciali ed importanti. Il tema del consumo di suolo e il tema della compensazione ambientale preventiva.

 

Il consumo di suolo nella nostra regione ha assunto le dimensioni dell’emergenza, se teniamo conto che il suolo stesso è un bene comune limitato e quindi da tutelare. I dati di Legambiente mettono in luce come negli ultimi anni il suolo è stato consumato al ritmo di 140.000 metri quadrati al giorno, per un totale di quasi 5.000 ettari l’anno coperti da cemento ed asfalto. In meno di 10 anni le aree antropizzate sono passate dal 12,6% al 14% e le scelte urbanistiche degli ultimissimi anni non possono che aver incrementato tale quota. Il dato più preoccupante è che il consumo di suolo cresce molto di più del reale fabbisogno abitativo.

Proprie di recente la Provincia di Milano ha pubblicato sul proprio portale uno schema riassuntivo dei dati relativi ai PGT approvati nel quadriennio 2009-2012. Nella tabella sono ricompresi i dati relativi al consumo di suolo. Dei 134 comuni milanesi, solo una quindicina hanno adottato misure che portano a zero il consumo di suolo o che addirittura recuperano terreno che con il precedente strumento urbanistico era edificabile; fra questi comuni Cernusco sul Naviglio è il più popoloso, dimostrando che non solo le piccole realtà di campagna possono compiere scelte coraggiose e lungimiranti. Ma tutte le altre realtà amministrative hanno proseguito ad approvare strumenti urbanistici che consumano molto altro suolo.

Rispetto a tale tema la speculazione edilizia l’ha spesso fatta da padrona, profittando di una legislazione nazionale che ha consentito ai Comuni di utilizzare entrate straordinarie come gli oneri di urbanizzazione per finanziare la spesa corrente: un modo profondamente scorretto per attuare politiche di bilancio. Spiace registrare che proprio in questi giorni il Parlamento, nella legge di conversione del DL 35/2013, abbia reintrodotto la possibilità di utilizzo degli oneri di urbanizzazione per la spesa corrente che la Legge di Stabilità 2013 aveva cancellato. Per tutte queste ragioni ritengo indispensabile che il Consiglio regionale metta mano quanto prima ad una legge che ponga seri vincoli al consumo di suolo, poiché il rischio è quello di giocarci definitivamente la nostra terra ed il nostro paesaggio, tutelato per altro dalla nostra Costituzione. Voglio citare su tale tema quanto ebbe a dire Caterina II di Russia nel 1779: “Il furore di costruire da noi è più forte che mai. Costruire è una faccenda diabolica: mangia denaro, e più si costruisce, più si vuole costruire: è come una malattia”. Sono trascorsi oltre 200 anni ma pare che l’andazzo, dalle nostre parti, sia proprio quello descritto dall’illuminata imperatrice.

 

Il secondo tema che voglio porre all’attenzione di voi tutti Consiglieri regionali è quello di una legge sulla compensazione ambientale (o ecologica) preventiva. Da tempo giace in Regione una proposta di legge di iniziativa popolare, promossa da Legambiente, tesa a formulare nuove norme che permettano di utilizzare questo strumento come principio per una pianificazione urbanistica sostenibile. Il nostro PGT, come accennavo sopra, ha formulato delle norme al riguardo, che – lo voglio sottolineare – nonostante la loro rigorosità non sono state oggetto di alcun ricorso al TAR e che quindi sono vigenti. È però necessario che tale tema non resti una isolata buona pratica, ma diventi norma cogente per tutti i Comuni lombardi e possa divenire esempio per altre Regioni italiane.

 

Ho sintetizzato quanto abbiamo realizzato attraverso le nostre scelte in campo di programmazione urbanistica, frutto dell’intenso lavoro operato dagli amministratori eletti con i tecnici comunali e i tecnici esterni che ci hanno accompagnato della stesura del PGT: un lavoro impegnativo che ha però trovato positivi riscontri tra i cittadini innanzitutto, ma anche in ambito accademico, da parte di altre amministrazioni comunali e della Provincia di Milano ed ora anche l’attenzione della Regione Lombardia.

Le scelte innovative, soprattutto in un settore così complesso e sottoposto a molteplici tensioni come quello urbanistico, non sono mai semplici da compiere e mantenere; l’esperienza maturata mi fa dire che solo un’autentica passione per la propria comunità e la propria terra possono contribuire ad assumere scelte coraggiose ed anche controcorrente. Ma la buona politica c’è, la sostengono in molti e porta buoni frutti in città.

Se questo Consiglio regionale – avendo deciso di valorizzare le esperienze di “buona politica” affinché queste testimonianze diventino patrimonio comune e contribuiscano a rinsaldare il legame tra i cittadini e le Istituzioni – vorrà con coraggio procedere sulla strada di elaborare nuove leggi che vadano nella direzione di una maggiore tutela del territorio e dell’ambiente, sappia che troverà certamente il consenso dei cittadini che ormai da tempo hanno sviluppato una forte attenzione a questi temi. Il percorso non è semplice, ma – come diceva Mao – “le lunghe marce cominciano dai primi passi”.

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Eugenio

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