26 giu 17 - 13:32 - Lascia commento

Ermanno Zacchetti è il nuovo Sindaco di Cernusco sul Naviglio!

Ermanno Zacchetti ha vinto il ballottaggio ed è il nuovo Sindaco di Cernusco sul Naviglio!

Ha ottenuto 7.046 voti, pari al 61,84%, contro i 4.348 voti di Paola Malcangio, pari al 38,16% (al primo turno Ermanno Zacchetti aveva ottenuto 5.554 voti, pari al 35,94%, contro i 2.873 voti di Paola Malcangio pari al 18,95%).

La partecipazione al voto è stata pari al 43,53%, in linea con la media milanese e lombarda, poco sotto alla media italiana: hanno votato 11.691 elettori su 26.852 aventi diritto. Le schede bianche e nulle sono state 297 e i voti validi sono stati 11.394.

Sono davvero felice che sia lui a succedermi nella carica di Sindaco della nostra città! A lui, e a quanti con lui collaboreranno, i miei migliori auguri di buon lavoro!

Nel video sopra riprodotto – che è stato gentilmente messo a disposizione dalla redazione di www.fuoridalcomune.it - le immagini dell’arrivo di Ermanno Zacchetti a Villa Greppi nella notte dopo la vittoria elettorale di domenica 25 giugno 2017.

Il passaggio di consegne avverrà martedì 27 giugno alle ore 11 a Villa Greppi, dopo che la Commissione Elettorale Circondariale avrà ufficializzato i risultati con la proclamazione degli eletti.

 

23 giu 17 - 21:45 - Lascia commento

È stato davvero bello essere il vostro Sindaco: grazie Cernusco!

Oggi ho chiuso per l’ultima volta questa finestra, la finestra sulla città, la finestra dell’ufficio del Sindaco, nella ex cappella di Villa Greppi.

Domenica i cittadini eleggeranno il nuovo Sindaco e martedì mattina, dopo la proclamazione ufficiale degli eletti, ci sarà il “cambio della guardia”.

La scrivania del Sindaco è posizionata in modo tale che lo sguardo del primo cittadino sia sempre rivolto verso la città. È una condizione formale, ma è anche la sostanza del ruolo che ho ricoperto per due mandati: guardare sempre ai bisogni della città, avere lo sguardo fisso su di essa, sui cittadini e le famiglie.

Per me sono stati 10 anni intensi e straordinari: 10 anni della mia vita – un quarto della mia vita –, l’esperienza significativa più lunga che abbia sino ad oggi vissuto, gli anni finora migliori, durante i quali mi sono anche sposato e sono diventato papà.

Alla mia famiglia devo molto, perché hanno dovuto “convivere” con la famiglia più grande e allargata che è la città, alla quale ho dedicato le migliori energie e tempo prezioso, sottraendoli ai miei affetti.

Devo tanto ai miei compagni di viaggio, al mio vice Giordano Marchetti che mi ha accompagnato per tutti i 10 anni, ad ognuno degli Assessori che si sono fatti carico delle deleghe loro assegnate, ai Consiglieri di maggioranza che hanno supportato in Consiglio il nostro impegno ammnistrativo, alla coalizione che mi ha sostenuto, ai dirigenti e tecnici comunali per la collaborazione avuta nel nostro impegno per la città, ai colleghi Sindaci e Amministratori per quanto mi hanno insegnato e per la collaborazione condivisa al di là delle appartenenze politiche.

In questi anni ho percepito la vicinanza e il sostegno di molte persone: oltre a mia moglie Chiara e alla mia famiglia, amici che mi hanno manifestato il loro sostegno e appoggio, persone che hanno pregato per me e per il mio impegno, cittadini che hanno esternato il loro apprezzamento per quanto realizzato. Sono grato a tutti.

Ma ho anche registrato le frustrazioni e i sensi di colpa di chi, chiusa la finestra sulla città, torma a casa e si interroga se si poteva fare di più, sente il dolore per una risposta ad un bisogno che non si è riusciti a dare, sa che le condizioni nelle quali operi non ti permettono di fare tutto quanto ti eri prefissato.

Ho vissuto anche il peso di chi sa che ci sono persone che ti percepiscono come “nemico”, a volte per invidia, a volte per ignoranza, a volte per cattiveria. Questa esperienza ha anche un “lato oscuro” inevitabile.

In questi anni ho imparato molto, non solo sul diritto amministrativo e la politica: ho imparato anche lezioni che mi serviranno per il resto della vita. Innanzitutto ho imparato tanto, più di quanto pensassi. Per quanto mi sia dato da fare, ho imparato che alla fine si riesce a fare meno di quello che ci si prefigge. Ho imparato che dopo aver ascoltato tutti, alla fine la decisione ultima dipende da te e che la devi proprio prendere una decisione, senza che nessuno ti dica se è quella giusta. Ho imparato che quando si è al servizio non si deve pretendere riconoscenza: si serve e basta. Ho imparato che quando sbagli te ne devi assumere la responsabilità e che quando ottieni risultati questi diventano patrimonio di tutti. Ho imparato che la politica è una cosa bellissima e che ci sono un sacco di persone che fanno bene la buona politica, in ogni schieramento, più di quanto il cittadino comune possa immaginare o più di quanto i media raccontino. Ho imparato che quando si vuole bene alla propria città non c’è cosa più bella che ti possa accadere che metterti al servizio della tua comunità come Amministratore.

Ora questa esperienza della mia vita finisce e io sento di dovere dire grazie per quanto ho vissuto, per quanto questa mia città mi ha permesso di vivere, per le emozioni che mi avete regalato, per le gioie e i dolori che abbiamo condiviso.

Ora che questa esperienza finisce so che non aprirò e chiuderò più questa finestra sulla città: mi resterà l’orgoglio di essere stato il vostro Sindaco per 10 anni, di aver vissuto questo grandissimo onore. A breve riprenderò il mio lavoro in banca e poi deciderò se e come valorizzare nel prossimo futuro l’esperienza amministrativa maturata: ma qualsiasi altra carica dovessi mai ricoprire, qualsiasi altra esperienza professionale dovessi affrontare, so che nulla sarà così importante e significativo come l’essere stato il Sindaco della mia città, il Sindaco della città dove sono nato e cresciuto; nulla mi darà la gioia di aver potuto guardare la città da questa finestra privilegiata ed aver servito la mia comunità, come fosse la mia famiglia.

Chi verrà dopo di me sarà sicuramente meglio di me (perché è sempre “meglio stare meglio”): ma se potrò essere utile farò il possibile per continuare ad aiutare la città e chi si impegna per essa; lo farò in modo discreto, come sanno fare coloro che si mettono al servizio di altri con amore.

È stato davvero bello essere il vostro Sindaco: grazie Cernusco!

Ciao!

 

12 giu 17 - 11:30 - Lascia commento

Elezioni comunali: i risultati del primo turno

Si va al ballottaggio: domenica 25 giugno i cittadini di Cernusco sul Naviglio saranno chiamati a scegliere tra Ermanno Zacchetti e Paola Malcangio.
Lo scrutinio avvenuto nella notte ha visto sempre in testa Ermanno Zacchetti, che con il 5.554 voti pari al 35.94% si piazza sul gradino più alto del podio del primo turno elettorale per l’elezione del Sindaco, doppiando la seconda classificata, Paola Malcangio, che ottiene 2.873 voti pari a 18,95%.

Al terzo posto, con un risultato davvero importante, Rita Zecchini: 2.355 voti, pari al 15,53%. Dietro di lei Gianluigi Frigerio, con 1.583 voti pari al 10,44%.

Staccati, tutti intorno al 6%,gli altri 3 candidati.

Molto bene il PD (che si conferma il primo partito della città con il 27,68% dei voti alle liste) ed anche gli alleati di Vivere Cernusco (9,80%).

Qui i dati definitivi con i voti ai candidati Sindaco e alle liste.

Qui le preferenze ottenute dai candidati al Consiglio Comunale in ogni lista.

Ed ora al lavoro per il ballottaggio: con Ermanno Zacchetti per garantire alla città la prosecuzione della nostra esperienza amministrativa, rinnovata ed innovata da questo voto, con l’obiettivo di lavorare insieme per una #bellaCernusco!

 

01 giu 17 - 13:42 - Lascia commento

Il programma di Ermanno Zacchetti

Domenica 11 giugno si vota (primo turno) per scegliere il nuovo Sindaco della nostra città (l’eventuale turno di ballottaggio si terrà domenica 25 giugno; si vota in entrambe le date dalle ore 7 alle ore 23).

Dieci anni di amministrazione di centrosinistra a Cernusco sul Naviglio consegnano una città che ha saputo fare passi avanti su molti fronti, dando risposte che erano attese da diversi anni, implementando le infrastrutture ed i servizi per la famiglia e i cittadini. Cernusco è certamente una città più vitale, che si fa e si lascia vivere volentieri.

Quanto realizzato attraverso un lavoro serio e coerente – che ha messo al centro le persone, le famiglie e la tutela del territorio – è tanto (soprattutto se si considerano le difficoltà nelle quali si sono trovati i Comuni nell’ultimo decennio di crisi), ma ancora molto c’è da fare.

Se quanto abbiamo compiuto in questi anni è piaciuto, se il nostro impegno è stato apprezzato, sappiate che abbiamo ancora tanto da realizzare su questa scia, in continuità con l’esperienza di questi 10 anni. Per poter dare continuità e migliorare il lavoro svolto, Ermanno Zacchetti si è messo a disposizione come candidato Sindaco della coalizione formata da Partito Democratico e Vivere Cernusco.

Il programma con il quale Ermanno si presenta agli elettori parte dallo stile di governo e dall’esperienza sviluppata insieme in questi 10 anni, completandola e proiettandola nel futuro: prevede infatti il compimento delle opere pubbliche e dei progetti a medio termine già messi in cantiere nell’ultimo mandato amministrativo e nello stesso tempo traccia i percorsi per continuare a realizzare la città che ci piace.

La visione di città che guida il programma di Ermanno e della nostra coalizione è quella di una Cernusco bella, vivibile e viva, sostenibile; prossima alle persone e amata da chi la abita, la utilizza, se ne prende cura; all’avanguardia.

Invito a leggere il programma completo, in distribuzione in questi giorni in forma cartacea presso le famiglie e nei banchetti elettorali: ancora una volta, in modo responsabile, sono proposti interventi mirati, in coerenza con i veri bisogni della città, economicamente sostenibili, senza proposte mirabolanti da libro dei sogni.

Chi vuole dare continuità al lavoro di questi 10 anni, sa che Ermanno è la direzione giusta per una bella Cernusco!

24 mag 17 - 13:46 - Lascia commento

Opere e investimenti in corso per il 2017

La programmazione degli interventi su strade, marciapiedi, ciclabili oltre che gli investimenti in strutture e spazi pubblici ha visto impegnata l’Amministrazione comunale con decisioni prese già alla fine dello scorso anno con le risorse del bilancio del 2016 (al fine di poter mettere a gara entro il 31 dicembre alcune opere per poter vedere avviati i lavori nel corso dell’attuale primavera), sia con le risorse contenute nel bilancio 2017 approvato nel febbraio scorso, sia con l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione approvato con il bilancio consuntivo del 2016 nell’aprile scorso.

Sono molti gli interventi che abbiamo pianificato e che saranno realizzati in questi mesi. Alcuni vedranno la loro piena realizzazione nella prossima estate e nell’autunno, quando il mandato dell’Amministrazione che presiedo sarà terminato, ma sono e restano interventi che abbiamo voluto, pianificato, finanziato e realizzato.

Qui sotto il dettagli di quanto vedremo realizzare nei prossimi mesi.

Asfalti strade e rimantature marciapiedi (interventi per 580.000 euro)

Via Adua (tra le vie Gemona e Brava)

Via Cadore (tra le vie Aquileia e Tonale, anche marciapiedi)

Via Briantea (tra le vie Videmari e Gorizia)

Via Torino (450 mt tra le vie Verona e Brescia)

Strada Padana (400 mt corsia nord tra viale Assunta e via Mazzini)

Via mons. Biraghi (tramite intervento ENEL)

Via IV Novembre (tramite intervento Amiacque)

Via Buozzi (tramite intervento Amiacque)

Via Tizzoni (tramite intervento Amiacque)

Via Oberdan

Via Tonale

Via Svevo (90 mt)

Via Parini (50 mt)

Via Resegone

Via Al Cavarot (tre interventi da 30 mt l’uno)

Via Firenze (tra la Padana e via Brescia)

Via Brescia (60 mt fra le vie Mestre e I Maggio)

Via Bergamo (con rifacimento nuovo impianto di illuminazione a led)

Via Mestre (con rifacimento nuovo impianto di illuminazione a led)

Via Card. Ferrari (marciapiede)

Via Pietro da Cernusco (60 mt marciapiede)

Via Amendola (marciapiedi)

Via Galilei (marciapiede tra le vie Dante e Petrarca)

Nuovi impianti di illuminazione con efficientamento energetico (interventi per 250.000 euro)

Via Gorizia (fatto)

Via Brescia (a led, fatto)

Via Aosta (a led, fatto)

Via Mestre (a led)

Via Bergamo (a led)

Via Donatello (a led)

Via Lega Lombarda (sodio ad alta efficienza)

Via santa Caterina (sodio ad alta efficienza)

Piste ciclabili (interventi per 380.000 euro)

Entro giugno inizieranno i lavori di riqualificazione della pista ciclabile di via Verdi, nel tratto tra via Fiume e la rotonda con la SP 121: oltre alla rimantatura della pista saranno posati anche i cavidotti e i plinti per la nuova illuminazione.

A seguire si interverrà sulla pista ciclabile di via Cavour, nel tratto fra la rotonda della SP 121 e Ronco.

Come sopra precisato è in fase di completamento la nuova pista ciclabile su via Goldoni e quella legata alla realizzazione e ella nuova via Lazzati.

Dopo l’estate Italgas procederà alla riqualificazione del tratto di ciclabile di via Verdi tra la rotonda della SP 121 e Carugate: anche in questo caso oltre alla rimantatura della pista saranno posati anche i cavidotti e i plinti per la nuova illuminazione.

Per fine anno, grazie all’intervento sull’area ex Supercash, verrà rinnovato l’impianto di illuminazione della pista ciclabile di via Verdi, tra via Fiume e Carugate, con impianti a led.

In estate sarà inoltre ultimata la nuova pista ciclabile parallela a via Vespucci, che unirà le ciclabili tra le vie Fontanile e Masaccio, realizzata a scomputo oneri dagli operatori dell’intervento immobiliare in corso fra le vie Vespucci e Monza (chi volesse seriamente approfondire storia e ragioni di quell’intervento urbanistico e di altre vicende cittadine legate al “mattone” può leggere quanto ho scritto qui). Nello spazio verde dove corre la nuova ciclabile sono state messe a dimora un centinaio di nuove piante (che per i primi due anni saranno curate, insieme all’area verde, dagli operatori privati dell’intervento urbanistico).

Video-sorveglianza (interventi per 73.000 euro)

Per luglio saranno attive le nuove telecamere da posare negli otto varchi di accesso alla città (i sette “portali” esistenti più uno nuovo in via Turoldo, subito dopo la nuova rotatoria sulla SP 121) con un software che consentirà di identificare le auto rubate inserite nella “black-list” delle forze dell’ordine. Quasi sempre chi si dedica a furti o altri reati predatori utilizza auto rubate: il software, identificando le auto denunciate per furto, farà scattare un “alert” sui tablet in dotazione della Polizia Locale (e dei Carabinieri, dopo apposito convenzionamento con l’Arma) al fine di indicare luogo di rilevazione e itinerario e consentire il più rapido ed efficace intervento. Questo sistema contribuirà a meglio monitorare il territorio e renderlo più presidiato e sicuro.

Parchi gioco (interventi per 450.000 euro)

Nei prossimi giorni prenderanno il via gli interventi di completa riqualificazione dell’area giochi nei pressi della biblioteca, all’interno dei giardini di villa Greppi; il 15 giugno inizierà la posa Continua a leggere Opere e investimenti in corso per il 2017

18 mag 17 - 12:51 - 2 commenti

Cernusco aderisce al Protocollo per un'accoglienza equilibrata, sostenibile e diffusa dei rifugiati

Quest’oggi, giovedì 18 maggio, presso la Prefettura di Milano ho sottoscritto a nome della nostra città e insieme ai Sindaci di altri 75 Comuni, il “Protocollo tra Prefettura di Milano, Città Metropolitana e Comuni delle Zone Omogenee per un’accoglienza equilibrata, sostenibile e diffusa dei richiedenti la protezione internazionale”.

Per questa significativa firma ha voluto essere presente anche il Ministro dell’Interno Marco Minniti, che in questi mesi ha assunto importanti provvedimenti in tema di sicurezza e richiedenti asilo. Il Ministro punta molto su questa nuova modalità ambrosiana di accoglienza partecipata e diffusa, per esportarla in tutto il Paese e fare fronte all’arrivo dei richiedenti asilo e protezione internazionale nel modo più organizzato possibile e meno impattante sui territori.

Con me, per la Zona Omogena Adda-Martesana, hanno sottoscritto il protocollo altri 19 Sindaci, in rappresentanza dei Comuni di Basiano, Bussero, Bellinzago Lombardo, Cassano d’Adda, Cassina de’ Pecchi, Gorgonzola, Grezzago, Liscate, Masate, Melzo, Pioltello, Pozzuolo Martesana, Pozzo d’Adda, Rodano, Segrate, Settala, Truccazzano, Vaprio d’Adda e Vignate. In tutta la Città metropolitana milanese sono 75 su 134 i Comuni che hanno firmato il Protocollo quest’oggi, mentre un’altra decina hanno dato disponibilità e lo firmeranno nei prossimi giorni.

Il nostro Comune ha effettuato un lungo percorso di condivisione con gli altri Comuni della Zona Oogenea, al fine di lavorare in maniera coordinata con la rete territoriale più ampia e di avere una maggiore influenza sulle scelte delle Prefettura. Questo protocollo è anche il frutto di questo confronto condiviso che ha visto le Amministrazioni del nostro vasto territorio lavorare in sinergia, per poter al meglio esprimere suggerimenti. La collaborazione con gli altri Comuni aderenti continuerà anche in seguito alla firma del Protocollo perché crediamo che sia più utile e funzionale per tutti condividere percorsi strutturati.

Qui di seguito illustro contenuti e finalità del Protocollo, precisando una serie di importanti aspetti.

In cosa consiste il Protocollo sottoscritto?

Il Protocollo è frutto di un lungo lavoro di confronto fra la Prefettura, la Città metropolitana e i Comuni milanesi, avviato già nei mesi scorsi con l’allora Prefetto Alessandro Marangoni e proseguito con l’arrivo, a febbraio scorso, della nuova Prefetto Luciana Lamorgese.

Il Protocollo – preso atto che l’afflusso di cittadini stranieri richiedenti protezione internazionale non cessa ad attenuarsi “a causa del perdurare di gravi situazioni di crisi e di conflitti armati nell’area del Mediterraneo, nel Medioriente, oltre che in diverse zone del continente africano” – definisce le linee guida per gestire nella modalità più efficace l’accoglienza dei richiedenti asilo, in maniera equilibrata e diffusa, per dare concreta attuazione al “Piano nazionale di ripartizione dei richiedenti asilo e dei rifugiati”, sottoscritto dall’ANCI (Associazione Nazionale Comuni d’Italia) e Ministero dell’Interno.

Sulla base di questo Piano nazionale ad ogni Comune italiano spetta una quota di persone richiedenti asilo e protezione internazionale da accogliere, gestire e integrare, sulla base di progetti specifici.

Il Protocollo è frutto dell’esigenza di evitare che si ripetano situazioni di difficile gestione come quelle verificatesi in alcuni Comuni che si sono ritrovati a dover accogliere decine di richiedenti asilo ammassati in un unico posto, situazioni che hanno comportato problemi di varia natura e che hanno evidenziato tutto il limite verso i percorsi di integrazione.

Il Protocollo ha valore sino al 31 dicembre 2018.

Cosa comporta per il nostro Comune la sottoscrizione del Protocollo?

Sulla base del Piano nazionale il nostro Comune accoglie l’invito del Prefetto ad impegnarsi per favorire l’accoglienza – per quanto possibile e “in collaborazione con le associazioni del terzo settore e le organizzazioni aventi finalità sociali” – delle persone richiedenti asilo e protezione internazionale. L’impegno richiesto ai Sindaci è di collaborare attivamente “per reperire unità abitative di soggetti pubblici e/o privati necessarie alla copertura dei posti” assegnati ad ogni singolo Comune.

Si dovrà poi comunicare l’esito delle attività di reperimento di unità abitative alla Prefettura, che predisporrà la gara per individuare gli operatori economici interessati a gestire l’accoglienza nelle abitazioni individuate.

Il Comune potrà promuovere ogni iniziativa utile per “l’impiego dei richiedenti protezione internazionale, su base volontaria, in attività di utilità sociale in favore della collettività locale”.

Quante persone potranno essere accolte?

Sulla base del Piano nazionale il Comune di Cernusco sul Naviglio dovrebbe accogliere 91 persone.

Il Protocollo prevede però l’applicazione della cosiddetta “clausola di salvaguardia” per i Comuni sottoscrittori, in applicazione di quanto previsto dalla direttiva del Ministero dell’Interno del 16 ottobre 2016 – relativa alle regole per l’avvio di un sistema di ripartizione graduale e sostenibile dei richiedenti asilo e rifugiati sul territorio nazionale – che rende esenti dall’attivazione di “ulteriori forme di accoglienza” quei Comuni che appartengono alla rete di protezione e accoglienza.

Il Protocollo prevede dunque che una volta raggiunta “la copertura del 50% dei posti previsti in base al Piano ANCI/Ministero dell’Interno”, la Prefettura escluda tali Comuni “dai bandi aventi ad oggetto l’accoglienza di richiedenti protezione internazionale”.

Nella ripartizione territoriale dei posti da destinare all’accoglienza “vengono ricomprese le presenze” dei progetti già avviati.

Quindi: a Cernusco sul Naviglio, sulla base del Piano nazionale, spetterebbe accogliere 91 richiedenti asilo e protezione internazionale; poiché abbiamo sottoscritto il Protocollo dovremo arrivare a 45 persone accolte (la metà dei 91 previsti); poiché ne stiamo già accogliendo 12 dovremo impegnarci a trovare abitazioni che possano accogliere ancora 33 soggetti. L’impegno richiesto al Sindaco è quindi quello di tentare di reperire sul mercato immobiliare privato una decina di appartamenti.

Dove potranno essere accolte le persone richiedenti asilo?

I soggetti richiedenti asilo e protezione internazionale dovranno essere accolti in strutture pubbliche o private. La Prefettura con il Protocollo si impegna a “non utilizzare ex caserme o edifici di analoghe caratteristiche” (quindi nessun utilizzo di alberghi) evitando quindi la concentrazione di decine di profughi in una sola struttura con il rischio di creare situazioni critiche, come già avvenuto in alcuni Comuni. La Prefettura, inoltre, si impegna a “sentire preventivamente” i Comuni sottoscrittori del Continua a leggere Cernusco aderisce al Protocollo per un’accoglienza equilibrata, sostenibile e diffusa dei rifugiati

04 mag 17 - 09:11 - Lascia commento

Risultati primarie PD per l'elezione del Segretario nazionale

Domenica 30 aprile si sono svolte in tutta Italia le elezioni primarie per la scelta del Segretario politico nazionale del Partito Democratico. Tutti i cittadini iscritti o simpatizzanti del PD hanno potuto votare.

Matteo Renzi è stato eletto Segretario, vincendo nettamente su Andrea Orlando e Michele Emiliano. Domenica 7 maggio, a Roma, l’Assemblea nazionale del partito lo proclamerà ufficialmente insediandolo nel ruolo, nominando anche la Direzione nazionale. Matteo Renzi proporrà all’Assemblea nazionale di nominare vice Segretario Maurizio Martina. In seguito il Segretario procederà a scegliere i membri della Segreteria politica, assegnando specifiche deleghe ai suoi membri.

Qui sotto i risultati nella nostra città, nei comuni milanesi e nel capoluogo, in Lombardia ed il riepilogo nazionale. Anche a Cernusco sul Naviglio Matteo Renzi ha vinto le primarie, ottenendo oltre l’80% dei voti espressi.


Risultati voto a Cernusco sul Naviglio
(nel nostro collegio non è stata presentata la candidatura di Emiliano)

Votanti                               1.057
Renzi                                      852   (81,07%)
Orlando                                  199   (18,93%)
Bianche e nulle                       6

 

Risultati voto nei Comuni di Città metropolitana (escluso capoluogo)

Votanti                             45.322
Renzi                                35.024   (77,64%)
Orlando                              9.472   (21,00%)
Emiliano                                616   (1,37%)
Bianche e nulle                   210

 

Risultati voto a Milano città

Votanti                             43.136
Renzi                                30.951   (72,12%)
Orlando                           10.554   (24,59%)
Emiliano                            1.410   (3,29%)
Bianche e nulle                   221

 

Risultati complessivi Città Metropolitana (Capoluogo + hinterland)

Votanti                            88.458
Renzi                                65.975   (74,95%)
Orlando                           20.026   (22,75%)
Emiliano                           2.026   (2,30%)
Bianche e nulle                   431

 

Risultati voto in Lombardia

Votanti                          226.337
Renzi                              172.500   (76, 64%)
Orlando                           50.168   (22,29%)
Emiliano                           2.406   (1,07%)
Bianche e nulle               1.263

 

Risultati complessivi voto nazionale

Votanti                      1.838.938
Renzi                           1.257.091   (69,17%) – 700 delegati all’Assemblea nazionale
Orlando                         362.691   (19,96%) – 212 delegati all’Assemblea nazionale
Emiliano                       197.630   (10,87%) – 88 delegati all’Assemblea nazionale
Bianche e nulle             21.526

 

28 apr 17 - 01:20 - Un commento

Primarie PD: il mio sostegno a Matteo Renzi

Domenica 30 aprile nelle piazze di tutta Italia, dalle 8 alle 20, si voterà per le primarie del PD, per scegliere in modo democratico chi sarà per i prossimi quattro anni il segretario nazionale del partito. Non si tratta di una scelta che riguarda solo gli iscritti del PD o “gli addetti ai lavori”, ma riguarda tutti gli italiani, poiché lo Statuto del PD prevede che il segretario del partito sia anche il candidato premier. Non si tratta quindi solo di una questione interna al partito democratico ed è per tale ragione che invito tutti gli elettori e simpatizzanti del PD a partecipare alla scelta che avrà risvolti anche sul Governo che l’Italia si darà dopo le prossime elezioni politiche.

È dunque importante che domenica siano in molti ad andare a votare e scegliere chi dovrà ricoprire il ruolo di guida del partito.

Il mio voto e il mio sostegno andranno a Matteo Renzi, che ha scelto di farsi affiancare in questa sfida da Maurizio Martina, attualmente Ministro delle Attività Agricole. Se vuoi approfondire i contenuti della mozione Renzi-Martina puoi farlo cliccando qui.

Nella sua campagna elettorale per le primarie Matteo ha saputo mettere al centro i contenuti e le idee, stando alla larga dagli insulti e dalle critiche agli avversari. Al PD e all’Italia infatti non servono le polemiche, ma proposte per affrontare con più serenità il futuro.

Io voto Matteo Renzi perché ha già saputo dimostrare – da Segretario nazionale del PD e da Presidente del Consiglio dei Ministri – di saper raggiungere obiettivi che la sinistra e il Paese attendevano da molti anni: sul sociale, sul lavoro, sui diritti civili, sulle istituzioni, sulla “vita” dei Comuni. Nei mille giorni del suo Governo sono state realizzate molte riforme e l’Italia si è rimessa in moto dopo anni di crisi nera. Ci sono ancora tante sfide da vincere, per una società più giusta, per un’Italia più sicura, per un’Europa più vicina ai cittadini, per un Paese competitivo che punta sui giovani.

Abbiamo bisogno di riprendere il cammino. Insieme.

 

PS: se risiedi a Cernusco sul Naviglio voterai nell’unico seggio allestito presso piazza Matteotti. Se risiedi altrove puoi scoprire dove sono stati allestiti i seggi cliccando qui. Ricordati di portare con te un documento di identità e la tessera elettorale. Ti sarà richiesto un piccolo contributo di 2 euro, a copertura delle spese per la gestione delle primarie.

 

26 apr 17 - 18:06 - Lascia commento

Intervista di fine mandato con Voce Amica

Sul numero di aprile del mensile Voce Amica, una lunga intervista a cura di Maurilio Frigerio sull’esperienza e l’impegno amministrativo come Sindaco di questi dieci anni.

La riporto integralmente qui sotto (l’intervista pubblicata sul mensile è anche disponibile sul portale Cernuscoinsieme con il titolo “Comincini: dieci anni da Sindaco, esperienza intensa ed entusiasmante“).

DOPO 10 ANNI COME SINDACO DI CERNUSCO…

Insolita intervista a Eugenio Comincini che lascia l’incarico di primo cittadino dopo due mandati

Quanti anni sono passati da quando in oratorio faceva il chierichetto, “la sentinella del mattino” o l’aiuto regista nei musical?
Ho iniziato a fare il chierichetto in terza media per poi terminare come cerimoniere nel 2001; la “sentinella del mattino” dopo il Giubileo del 2000, quando il cardinal Martini lanciò questo percorso di impegno rivolto ai giovani; l’aiuto regista del musical “Il Sogno di Giuseppe” mi ha visto impegnato per il Giubileo del 2000, con repliche che sono andate avanti per circa 3 anni.

Ha ancora senso per i cattolici impegnarsi in politica?
Assolutamente più che mai e mi sento di dover dire che a Cernusco i cattolici stanno dando – e hanno dato anche in passato – molto per la vita della città. Ci sono una consapevolezza dei problemi, uno sguardo allargato, una coscienza condivisa, un riconoscimento del ruolo delle istituzioni, che i cattolici hanno il dovere di rendere concretamente operativi, a partire dalla propria città, dai luoghi dove le comunità vivono ed operano. Negli anni è stato seminato molto da parte di sacerdoti ed educatori, con uno sguardo libero sui problemi sociali esterni alla vita dell’oratorio: l’augurio è che ancora oggi si riesca a formare una coscienza sociale critica nei giovani e che possano così scegliere di impegnarsi in politica.

Dieci anni come Sindaco di Cernusco: cosa resta personalmente di questa esperienza?
È stata una esperienza intensa, entusiasmante: stiamo parlando di dieci anni della mia vita, un quarto del mio percorso, una parte dunque importante. Sono stati gli anni in cui mi sono anche sposato e sono diventato papà: posso dire i migliori anni della mia vita. È stato anche un periodo molto faticoso, nel quale operare con le persone che hanno condiviso questa esperienza. E poi la bellezza delle relazioni con i cittadini con cui mi sono trovato a parlare, a discutere o a vagliare problemi personali, anche se non sempre sono riuscito ad aiutarli. Sono stati gli anni più difficili per i Comuni italiani, ma siamo riusciti comunque ad ottenere risultati apprezzabili e riconosciuti.

Tra le tante persone incontrate, chi o cosa ricorda con particolare affetto?
Questi dieci anni mi hanno fatto incontrare parecchie persone: dai semplici comuni cittadini a personalità dello Stato, delle religioni o del mondo dello spettacolo. Ricordo con piacere figure come i presidenti della Repubblica Napolitano e Mattarella, il presidente del Consiglio dei ministri Renzi. Ricordo anche con affetto l’incontro con il cardinal Martini, il Dalai Lama e poi con gli arcivescovi Tettamanzi e Scola. Poi, in questi anni, avendo ricoperto per due anni e mezzo anche il ruolo di vicesindaco della Città Metropolitana, ho avuto modo di svolgere alcuni incontri, in particolare durante l’Expo milanese, con il sindaco Pisapia e il presidente della Regione Maroni. Mi sono incontrato con capi di Stato e di Governo esteri come Putin, Hollande, Merkel, ricordo anche Bono Vox degli U2. Emozioni personali che non ho mai raccontato e condiviso, ma che restano dentro di me come bei ricordi. Però una delle cose più toccanti e che mi ha lasciato particolari ricordi rimane la visita che feci nel novembre 2009 al campo di concentramento di Mauthausen con i ragazzi del CAG di Cernusco.

Ed il maggior rammarico per aver sbagliato qualcosa, o non aver capito una particolare situazione?
Rammarichi particolari non ne ho, come ho anche detto in consiglio comunale i risultati che abbiamo conseguito sono importanti. Questo non vuol dire non aver fatto errori. Mi sarebbe piaciuto vedere terminato il restauro di Villa Alari, ma con i tempi amministrativi non è stato possibile, ed è l’unica cosa per cui mi dispiaccio.
Situazioni con problemi non risolti possono certo essercene: sul versante dei servizi alla persona abbiamo attivato nuove risposte, ma non si può coprire ogni bisogno. In questi giorni ha aperto il Centro Diurno Integrato per anziani per poter aiutare le persone con problematiche gravi. Però chi vive in condizioni precarie non sempre ha avuto soddisfazione; quando vedi situazioni di famiglie con gravi problemi di salute, ti resta l’amarezza di non aver potuto fare molto.

Non ha mai avuto la tentazione di mollare o di pensare “chi me lo ha fatto fare”, magari di fronte a qualche difficoltà oppure per qualche accusa personale, ricevuta da avversari?
Il “chi me l’ha fatto fare” l’ho pensato e detto più volte, ma quasi come uno sfogo personale detto tra amici o con mia moglie. Pentito di aver fatto questa scelta mai. Sono contento di aver potuto vivere questa esperienza consapevole che questa fatica non mi ha cambiato, sono rimasto la stessa persona che ero prima, gli amici mi trattano come prima. Ho dato il mio contributo, come anche altri lo hanno dato ed altri ancora lo daranno in futuro. Quanto alle critiche: a volte le persone non comprendono i percorsi e la strategia nella vita della città; sono aspetti che non sempre sono compresi dal cittadino comune.

Da attento e privilegiato osservatore, come è cambiata Cernusco in questi dieci anni?
Certo Cernusco è cambiata: ha accolto tanti nuovi Cernuschesi che hanno proprio scelto di venire a viverci; ho incontrato nuovi Cernuschesi che mi hanno raccontato che passando lungo il Naviglio o fermandosi per mangiare un gelato o in visita ad amici hanno visto la nostra realtà e ne hanno colto le peculiarità positive. Una famiglia mi ha raccontato che, vivendo a Milano e Continua a leggere Intervista di fine mandato con Voce Amica

25 apr 17 - 13:08 - Lascia commento

25 Aprile 2017 a Cernusco: il mio discorso commemorativo

La nostra città ha celebrato questa mattina il 72° anniversario della Liberazione dal nazifascismo: nonostante il tempo incerto e  il “ponte” vacanziero, anche in questa occasione sono state molte le persone che hanno preso parte alla manifestazione.

Dopo la messa, celebrata per le libertà civili e a suffragio dei caduti di tutte le guerre, ha preso avvio il corteo che – come ormai accade di tre anni – giunto in piazza Matteotti ha sostato davanti a palazzo Tizzoni, dove avvenne la liberazione di Cernusco sul Naviglio; anche quest’anno si sono tenuti in piazza Matteotti i discorsi commemorativi con l’intervento del giovane Presidente del Consiglio comunale dei ragazzi e delle regazze, Leonardo Pische, della neo Presidente ANPI di Cernusco, Giovanna Perego (qui il suo discorso), e del sottoscritto, sotto riportato.

Il corte ha poi mosso verso piazza Martiri della Libertà dove è stata deposta una corona d’alloro al Monumento ai Caduti, e quindi verso largo Riboldi-Mattavelli, dove al cippo che ricorda l’uccisione dei due partigiani Cesare Riboldi e Luigi Mattavelli avvenuta il 24 aprile 1945, è stata deposta una corona d’alloro.

Questo è stato il mio ultimo 25 Aprile da Sindaco, in fascia tricolore: grazie alla collaborazione con ANPI, grazie alla passione di tanti cittadini ed Amministratori attenti ai valori fondanti della nostra moderna convivenza civile, in questi 10 anni abbiamo saputo costruire percorsi nuovi che hanno irrobustito la nostra capacità di coltivare la Memoria; è per questo che io continuerò ad esserci. Grazie per quanto avete saputo trasmettermi, grazie per come siamo cresciuti insieme condividendo questi valori!

Questi giorni riportano al sacrificio e ai meriti storici incancellabili, da rammentare costantemente, di chi ha restituito al nostro Paese la dignità e la libertà”, ponendo fine ad un “periodo oscuro, che aveva stravolto la fisionomia del nostro Paese, con le leggi razziali, con la soppressione delle libertà, con l’accantonamento e la compressione del rispetto dei valori umani e della dignità di ciascuno”. Sono le parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che il 21 aprile scorso ha incontrato al Quirinale le associazioni combattentistiche e d’arma in occasione delle celebrazioni per l’anniversario della Liberazione.

Il 25 Aprile consente di riflettere non solo su una data fondamentale per la storia moderna del nostro Paese, ma su una serie di passaggi che stanno alla base della nostra democrazia e della nostra convivenza: ricordiamo oggi il sacrificio delle decine di migliaia di persone, di militari, partigiani, donne, uomini, ragazzi, deportati, militari che vollero conservare la dignità di cittadini del nostro Paese, perdendo anche la vita per la libertà, per ridare all’Italia la sua dignità.

Il Presidente Mattarella ci ha ricordato che questa quantità di storie personali “hanno fatto in quel periodo la storia nazionale e costituiscono la base di questo che è il nostro presente. Un percorso da rammentare: custodirne la memoria, tramandarla, trasferirla, significa rinverdire e conservare le origini della nostra democrazia”.

E quest’oggi, quindi, in questo luogo dove avvenne fisicamente la liberazione della nostra città, è giusto ricordare ancora una volta i nomi dei principali protagonisti della lotta partigiana cernuschese, alcuni morti per la libertà: Antonio Benelli, Roberto Camerani, Luigi Cambiaghi, Antonio Castoldi, Giuseppe Comi, Antonio De Stefani, Felice Frigerio, Vittorio Galeone, Luigi Manzoni, Mario Manzoni, don Secondo Marelli, Luigi Mattavelli, Luigi Melzi, Virginio Oriani, Mario Pastore, Lino Penati, Bruno Perego, Giuseppina Pirola, Mario Pirola, Tarcisio Pirola, Angelo Ratti, Cesare Riboldi, Luigi Rolla, Alfredo Rurale, Ennio Sala, Pietro Tremolada, Giovanni Vanoli, Levio Vitali. È bello quest’oggi menzionare che il 21 ottobre scorso, nella sala Verdi del Conservatorio di Milano, fra i 199 partigiani ancora viventi dei Comuni della Città metropolitana premiati in occasione del 70° della Liberazione, sono stati insigniti della medaglia anche i nostri Mario Manzoni, Tarcisio Pirola e Cesare Beretta (residente a Cernusco dal 1984), con Luigi Manzoni, che per motivi di salute non ha potuto prendere parte alla cerimonia. A loro il nostro grazie!
A ben guardare, il movimento della Resistenza – pur in forme e intensità diverse – ha caratterizzato la liberazione dal nazifascismo in ogni Paese europeo, con sacrificio di molte vite umane. Sophie Scholl con il coraggio del movimento cristiano di resistenza della Rosa Bianca, la rivolta del ghetto di Varsavia, l’insurrezione di Parigi, insieme alla diffusa lotta partigiana italiana, hanno costruito nei fatti la libertà da cui ha preso forma l’unità europea.

Non dimentichiamocelo: l’Europa è nata così, dal desiderio di liberazione e libertà, dalla forza di ideali più grandi di quelli che avevano avvelenato la vita dei popoli, ideali che hanno saputo avvicinare ed unire persone lontane, ma accomunate dalla lotta ai totalitarismi, alle dittature e ai nazionalismi.

Oggi più che mai, a fronte delle minacce dei movimenti sovranisti, populisti e fascisti che crescono in tutta Europa, dobbiamo ritrovare lo spirito di quei valori che hanno costruito l’unità europea. Perché è senza dubbio l’Europa l’eredità più importante che ci hanno donato i partigiani e i patrioti europei. Settant’anni di pace, di prosperità, di diritti e di progresso le cui radici sono piantate nell’isola di Ventotene, dove tra il 1941 e il 1944 il comunista Altiero Spinelli, la socialdemocratica Ursula Hirschmann e l’azionista Ernesto Rossi vissero il confino imposto loro dal regime fascista ed immaginarono l’unità europea proprio come risposta alle derive nazionaliste che sconvolsero il mondo nel corso della seconda guerra mondiale.

I Trattati di Roma – di cui giusto un mese fa si è celebrato il 60° anniversario della sottoscrizione –, hanno consentito la nascita di quella che oggi è l’Unione Europea: mentre i populismi sovranisti mettono nel loro mirino proprio l’integrazione europea, chi vuole essere degno erede della lotta di Liberazione deve legarsi all’Europa in maniera ancora più salda, difendendone l’Unione, senza mancare di muovere critiche costruttive quando necessario, ma offrendo proposte per farla avanzare rinnovata nel solco dei valori comuni e, soprattutto, respingendo ogni tentativo di dividerla di nuovo riproponendo pregiudizi contro popoli o Paesi interi.

In occasione della celebrazione dei Trattati di Roma “è stata ribadita l’esigenza di proseguire in questo cammino di pace, di solidarietà, di collaborazione, di sviluppo in comune, che ha sostituito secoli, particolarmente quello passato, di guerre, contrasti, violenze, diffidenze”. Perciò, come ha ribadito a tal proposito il Presidente Mattarella, preservare e sviluppare i valori della Resistenza e delle Liberazione significa “difendere la comprensione reciproca, la dignità di ciascuna persona, evitare che rinascano nazionalismi esasperati, egoismi di parte e contrasti che riporterebbero l’Europa ad un passato che si è cercato e si è riusciti a superare ed accantonare”.

Se la pace in Europa è il frutto più importante che la Resistenza e la Liberazione ci hanno donato – insieme alla libertà, alla solidarietà, all’unione –, oggi questa pace tra i popoli europei è data per scontata e fatichiamo ad apprezzare il valore di oltre settant’anni di convivenza pacifica e civile tra le diverse nazioni. Chi oggi propone di alzare muri, di creare divisioni, di stringere i singoli Paesi dentro i propri confini, mette a rischio il dono prezioso della libertà e della democrazia conquistate attraverso la lotta di Liberazione.

Quest’anno, dunque, il 25 Aprile è bene che oltre a tingersi tradizionalmente di tricolore si tinga anche di blu: perché blu è il colore dell’Europa, dell’Europa delle libertà e della convivenza civile.

La grande forza delle lotte di liberazione avvenute in Europa deriva non dalle divisioni, ma dall’unità: è stato così in tutte le fasi importanti della storia europea come pure di quella italiana, dal Risorgimento alla Liberazione: chi ha combattuto il nazifascismo ha saputo unire le proprie forze, dai monarchici ai comunisti. Oggi non bisogna correre il rischio di diventare settari e respingenti, non bisogna tradire lo spirito di coloro che hanno combattuto il nazifascismo.

Il bipolarismo che oggi viviamo è tra l’idea di una società aperta contro l’idea di una società chiusa, protezionistica. I drammatici attacchi terroristici che a macchia di leopardo hanno colpito diversi Paesi europei, le campagna di odio e xenofobia verso gli stranieri, il timore perverso di accogliere chi scappa dalle guerre, le notizie di campi di concentramento per gay in Cecenia, ci dicono che c’è da combattere una nuova resistenza alla quale siamo chiamati a partecipare: in Italia come in Europa è necessario sostenere l’idea di una società unita e senza muri, serve saper dire di no a chi vuole chiuderci in un “piccolo mondo”, a chi ha paura delle diversità.

È in gioco la nostra capacità di mantenere alto, al primo posto, il valore dell’umanità, intesa come disposizione morale, intesa come capacità di esprimere le qualità più elevate dell’essere umano, intesa come rispetto e tutela della dignità di ciascuno.

Ecco perché, oggi più che mai, abbiamo bisogno di un’Europa di patrioti contro quella dei nazionalisti!

Viva la Liberazione!

Viva l’Europa!

Viva l’Italia!

Viva la Repubblica!