14 nov 17 - 14:01 - Lascia commento

Unione Europea: poste le basi per una difesa comune. Finalmente!

Ieri è accaduto un fatto storico. Non è la mancata qualificazione ai mondiali dell’Italia.

È un fatto che incredibilmente oggi non c’è su alcuna delle prime pagine dei quotidiani italiani ed è stata snobbata dei TG: ieri 23 Stati membri dell’Unione Europea hanno firmato e consegnato a Federica Mogherini (alto rappresentante dell’UE per la politica estera) la richiesta di aderire alla Cooperazione Strutturata Permanente sulla Difesa, che in gergo comunitario si chiama “Pesco” (PErmanent Structured COoperation), la base della futura difesa europea. Qui un articolo per approfondire.

Porterà a un esercito europeo? La strada è ancora molto lunga per arrivare fin lì, ma presto l’intenzione messa nero su bianco ieri si trasformerà in progetti concreti.

Un primo storico passo. Quasi nessuno se ne è accorto. Ma vuoi mettere la nazionale?

13 nov 17 - 17:28 - Lascia commento

Al via la campagna elettorale di Giorgio Gori per la Lombardia!

Giorgio Gori, candidato presidente di Regione Lombardia per il centrosinistra, inizierà ufficialmente la sua campagna elettorale per l’appuntamento del 2018 sabato 18 novembre: l’appuntamento è per le 14.30 a Milano presso l’Auditorium LaVerdi in Largo Mahler.

Sempre in vista del’appuntamento con le elezioni regionali, il PD metropolitano ha organizzato per sabato 2 dicembre “Lombardia domani”: 24 tavoli di lavori su 5 aree tematiche per dare un fattivo contributo alle proposte programmatiche di Giorgio Gori, partendo dalle idee di tutti noi. L’incontro si terrà presso Gadames 57, proprio in via Gadames 57 a Milano, a partire dalle 9.30 (qui info e dettagli sull’iniziativa e il form per l’iscrizione).

Quanti volessero sostenere anche finanziariamente la campagna elettorale di Giorgio Gori possono partecipare alla cena organizzata per venerdì 1° dicembre presso il Museo dei Navigli di via San Marco 40 a Milano: sarà l’occasione anche per poter parlare personalmente con Giorgio Gori. Per info e prenotazioni scrivere all’indirizzo mail cenacongiorgiogori@gmail.com oppure contattare il numero di cellulare 3478301834.

La corsa di Giorgio Gori per la Lombardia comincia: pronti per partire!

 

31 ott 17 - 10:13 - Lascia commento

Giorgio Gori candidato Presidente per la Lombardia

Ho conosciuto Giorgio Gori poco più di cinque anni fa, nell’ambito di iniziative politiche.

Di lui mi colpirono subito due qualità: nonostante fosse “un personaggio” non se la tirava (e non se la tira), avendo una straordinaria capacità di mettersi al servizio di un progetto con semplicità, come se fosse l’ultimo arrivato o come se avesse da imparare “un mestiere” che non fosse il suo; e poi una straordinaria umanità, un’attenzione all’altro fuori dal comune e preziosa per chi si vuole occuparsi di politica.

In questi cinque anni abbiamo spesso collaborato insieme, abbiamo vissuto straordinarie esperienze politiche, abbiamo condiviso gioie e sconfitte.

Giorgio è poi diventato Sindaco di Bergamo e in breve uno dei migliori Sindaci che ci siano in circolazione, non solo in Lombardia. Capace, spigliato, innovativo, come tutti i fuoriclasse ha saputo vincere quando il clima politico non gli era favorevole.

Amato e apprezzato nella sua città, tra i più benvoluti Sindaci d’Italia, ora si propone di guidare Regione Lombardia, per cambiarla in meglio, perché la nostra Regione non deve più confrontarsi con le regioni meno performanti della nostra Italia, ma con le più dinamiche regioni europee, che sono spesso più avanti di noi negli indici di sviluppo e benessere; perché l’accesso all’offerta sanitaria deve modernizzarsi e migliorare; perché sull’ambiente, sulla gestione del territorio, sul trasporto pubblico c’è un grande lavoro da fare all’insegna della sostenibilità; perché il sistema economico lombardo ha bisogno di un partner regionale più efficiente ed efficace, che sappia disegnare strategie di sviluppo per favorire il lavoro.

C’è un sacco di lavoro da fare. E Giorgio Gori è la persona giusta per affrontare questa impegnativa sfida. In bocca la lupo Giorgio!

#Gori2018

Qui il link relativo alla sua campagna elettorale e alla possibilità di creare sul territorio comitati per Giorgio Gori.

 

23 ott 17 - 11:31 - Lascia commento

Referendum per l’autonomia in Lombardia: un risultato che esige più responsabilità

I risultati del referendum per l’autonomia in Lombardia (ancorché non definitivi alle ore 11.00 di lunedì 23 ottobre, nonostante il voto elettronico…) ci consegnano alcuni importanti messaggi, validi per la politica lombarda e nazionale.

Bisogna farsi carico della volontà di maggiore autonomia espressa dai lombardi. Il risultato non va sminuito né dileggiato: in quel risultato ci sono i voti non solo dei leghisti e del centrodestra, ma anche degli elettori, dei Sindaci e degli Amministratori del PD che hanno voluto – come Giorgio Gori – sostenere le ragioni del sì, ci sono i voti di elettori M5S, ci sono i voti di parte del civismo lombardo.

Nonostante alcuni esponenti politici abbiano fatto campagna elettorale distorcendo il significato del referendum e raccontando scenari futuri che nulla avevano ed hanno da condividere con il quesito referendario, l’espressione dello specifico spirito autonomistico lombardo è avvenuta con modalità “da rito ambrosiano”: con una trasversale condivisione politica, ben dentro i confini definiti dalla Costituzione, con l’equilibrio e la saggezza che contraddistingue le nostre comunità, senza fantasiose rivendicazioni su temi populisti, senza esprimere demagogiche e insostenibili avance fiscali. La propaganda non ha sfondato. Il quesito referendario e lo stesso complessivo risultato referendario non hanno sfiorato le fantasie legate a “regione a statuto speciale” o al “residuo fiscale”.

La specificità lombarda non ha velleità indipendentistiche: il referendum – né nel sentiment della campagna elettorale, né nel risultato – non ha espresso desideri confederali. La nostra Regione può ed ora deve richiedere maggiori competenze negli ambiti che anche prima del referendum erano e sono ritenuti quelli “naturali” sui quali il nostro territorio può svolgere una funzione più diretta: politiche industriali, lavoro e formazione, ricerca per l’innovazione tecnologica, politiche ambientali, sistemi di welfare, valorizzazione del patrimonio culturale. Si tratta dei temi che possono permettere ai nostri territori e alle nostre comunità di veder crescere l’occupazione e la qualità della vita, attraverso una gestione diretta delle relative politiche.

La partecipazione ed il sì della Lombardia sono quindi per una autonomia costituzionale, nel segno delle caratteristiche della nostra Regione. Una scelta responsabile.

Credo invece non sia utile soffermarsi, nelle analisi politiche, sulla partecipazione al voto: non vale proprio la pena stare a discutere se sia flop o successo la percentuale dei votante, che si attesta poco sotto il 40%; e ciò essenzialmente per due ragioni. La prima: se guardiamo ai precedenti sui referendum (escluso quello costituzionale del dicembre 2016, che ha una storia a sé), il risultato di ieri è in linea: nell’ottobre 2001, quando si votò il referendum confermativo sulla riforma del Titolo V della Costituzione (voluta dal centrosinistra), in Lombardia votarono 2.838.957 elettori, pari al 37,29% (a livello nazionale l’affluenza fu del 34,05%, di qui il “valore dell’asticella” che Maroni si era posto per determinare il risultato positivo sull’affluenza); nel referendum sulle “trivelle” dell’aprile 2016 in Lombardia la percentuale dei votanti fu del 30,47% (32,16% a livello nazionale) e mobilitò 2.274.733 lombardi. La seconda ragione: i confronti con il Veneto sono inutili perché le due Regioni hanno storie diverse e bisogni diversi; anche il fatto che nel referendum veneto ci fosse il quorum e in quello lombardo no, rende non confrontabili di due risultati. L’esito della partecipazione di ieri, per una consultazione referendaria consultiva e senza quorum, è apprezzabile, anche se Maroni e i suoi avrebbero voluto un risultato più corposo.

Ovviamente il dato più importante è quello del risultato sul quesito referendario: ancorché scontato, quando è un plebiscito a dire che si vuole maggiore autonomia su nuovi temi e che la gestione delle risorse sul proprio territorio la si considera più efficiente e migliore di quanto si è capaci di fare a livello nazionale, c’è poco da discutere. Quel circa 95% di sì è significativo. C’è da mettersi a lavorare in fretta e bene – sia a Palazzo Lombardia e al Pirellone che nei palazzi romani – perché le richieste avanzate dai lombardi che si sono recati al voto trovino compimento. Se le diverse forze politiche condivideranno un progetto con le richieste di maggiore autonomia da fare allo Stato, senza le velleità propagandistiche, sarebbe utile che la trattativa con Roma venga condotta non solo dal (futuro) Presidente regionale, ma anche da una rappresentanza delle forze politiche che condividono le richieste da fare a Roma.

C’è un ulteriore importante tema – anche se non esplicito – che il voto di ieri deve porre all’attenzione della politica. È ora necessario che a livello nazionale si faccia un deciso e convinto passo avanti per coniugare autonomia e responsabilità, cosa che dalla riforma del Titolo V della Costituzione nessuno è stato in grado di fare. Infatti, se non si arriva a ridefinire in maniera precisa le competenze dei diversi livelli di governo (evitando inutili e dannose sovrapposizioni ed ingerenze), attribuendo strumenti fiscali esclusivi, i cittadini non avranno mai chiaro di chi sono le responsabilità delle scelte. Con buon pace dell’autonomia. Competenze chiare, risorse certe, perequazione per garantire a tutti gli italiani i livelli essenziali; i cittadini devono sapere a chi pagano le tasse per fare cosa. È fondamentale ed indispensabile fare chiarezza su tale aspetto: solo così l’autonomia che ogni istituzione esercita sarà sottoposta ad una adeguata e sensata valutazione da parte dei cittadini elettori.

C’è un sacco di lavoro da fare: mi auguro che ci si convinca che anziché bisticciare dannosamente o fare inutile propaganda, sia utile e necessario impegnarsi per elaborare un condiviso riassetto delle competenze dei differenti livelli di governo, per esaltare il valore dell’autonomia delle diverse istituzioni ed anche per meglio misurare le capacità politiche e gestionali delle classi dirigenti chiamate a ricoprire i ruoli di governo.

 

[Per la cronaca: qui il link per vedere l’aggiornamento sui risultati a livello regionale; qui i risultati definitivi a Cernusco sul Naviglio]

 

PS: Io ieri ho votato; e ho votato sì.

Nonostante i molti errori che sono stati fatti sul percorso che ha portato a questo referendum, credo che sia stato corretto dare il proprio contributo ad una richiesta di espressione delle propria volontà, che il sistema democratico propone. Ed ovviamente ho creduto che Regione Lombardia avesse le carte in regola per poter chiedere allo Stato maggiore autonomia nella gestione diretta di altre materie.

Con ciò non sostengo minimamente che l’attuale gestione delle risorse oggi a disposizione di Regione Lombardia sia la migliore possibile; ma un conto è discutere sulle migliori scelte politiche che possono essere fatte per la destinazione delle risorse a disposizione, altra cosa è il discutere sulla possibilità che nuove materie possano essere direttamente gestite dalla Regione, cioè sul nostro territorio.

Avrei preferito che il referendum si tenesse in un contesto diverso, senza che potessero esserci dubbi e/o accuse di strumentalizzazioni ai fini del voto regionale del prossimo anno. Ma ahimè, per l’insipienza di chi oggi guida la Regione, si è giunti a votare per questo referendum a ridosso della prossima scadenza elettorale. Ciò non toglie che il voto meritasse un’espressione da parte dell’elettore. Così ho ritenuto, e così ho fatto. Sono quindi andato a votare, senza temere che il mio voto favorevole potesse e possa andare ad ingrossare le fila dei sostenitori dell’attuale maggioranza che guida la Regione: resto convinto che si possa fare decisamente meglio, su tale versante; ma per questi giudizi ci sarà tempo e modo di esprimersi nelle prossime elezioni. La sensibilità sui temi dell’autonomia e della responsabilità nella gestione delle risorse a disposizione del territorio non sono temi appannaggio solo di chi governa o solo di una parte politica.

 

11 set 17 - 23:53 - Lascia commento

Inaugurato il nuovo polo scolastico: una giornata storica

Lunedì 11 settembre 2017: una giornata storica per la città di Cernusco sul Naviglio che ha visto inaugurare il nuovo polo scolastico dal Presidente del Consiglio dei Ministri Paolo Gentiloni, insieme al Sindaco Ermanno Zacchetti, alla presenza di numerose autorità civili, militari, religiose.

Finalmente, dopo un’attesa di quasi vent’anni, Cernusco ha una nuova e moderna struttura scolastica.

Per la prima volta nella sua storia la città di Cernusco sul Naviglio ha ricevuto una visita ufficiale di un Capo del Governo italiano.

Le parole del discorso del Sindaco Ermanno Zacchetti - un discorso bello, fatto con il cuore, che invito a leggere -, ben riassumono l’importanza, il valore e il senso del lavoro che abbiamo portato avanti con tenacia; le sue parole hanno celebrato il “nostro essere comunità attenta a quanto si lascia in eredità alle prossime generazioni”, “la passione di chi ama il proprio lavoro” e “l’affasciante ruolo dell’amministratore pubblico”.

Questo polo scolastico che oggi è stato ufficialmente e solennemente consegnato alla città è il frutto di un lavoro collettivo, dell’impegno di tanti attori: la presenza del Premier ha messo un sigillo su un’opera straordinaria, bella, all’avanguardia, realizzata a tempo di record, frutto di un eccezionale lavoro di squadra fra amministratori, dirigenti, tecnici, maestranze, oltre che della cooperazione fra le istituzioni dello Stato, fra Governo e Comune.

Non lo nascondo: oggi sono stato contento come un bambino e mi sono emozionato!

Non aggiungo altro agli importanti discorsi ufficiali del Presidente e del Sindaco, e a quanto ho già scritto in passato in proposito; tranne una cosa: il mio sincero “grazie!” va a ciascuna delle persone che con ruoli e responsabilità diverse è stata coinvolta in questa bella storia.

 

Qui sotto il video della Presidenza del Consiglio dei Ministri con le immagini dell’inaugurazione: benedizione, taglio del nastro, visita agli edifici.

Qui sotto il video della Presidenza del Consiglio dei Ministri sulla cerimonia di inaugurazione: inno di Mameli cantato dai bambini, discorsi ufficiali del Sindaco Ermanno Zacchetti e del Presidente Paolo Gentiloni.

A questo link le foto della Presidenza del Consiglio sulla cerimonia di inaugurazione.

26 giu 17 - 13:32 - Lascia commento

Ermanno Zacchetti è il nuovo Sindaco di Cernusco sul Naviglio!

Ermanno Zacchetti ha vinto il ballottaggio ed è il nuovo Sindaco di Cernusco sul Naviglio!

Ha ottenuto 7.046 voti, pari al 61,84%, contro i 4.348 voti di Paola Malcangio, pari al 38,16% (al primo turno Ermanno Zacchetti aveva ottenuto 5.554 voti, pari al 35,94%, contro i 2.873 voti di Paola Malcangio pari al 18,95%).

La partecipazione al voto è stata pari al 43,53%, in linea con la media milanese e lombarda, poco sotto alla media italiana: hanno votato 11.691 elettori su 26.852 aventi diritto. Le schede bianche e nulle sono state 297 e i voti validi sono stati 11.394.

Sono davvero felice che sia lui a succedermi nella carica di Sindaco della nostra città! A lui, e a quanti con lui collaboreranno, i miei migliori auguri di buon lavoro!

Nel video sopra riprodotto – che è stato gentilmente messo a disposizione dalla redazione di www.fuoridalcomune.it - le immagini dell’arrivo di Ermanno Zacchetti a Villa Greppi nella notte dopo la vittoria elettorale di domenica 25 giugno 2017.

Il passaggio di consegne avverrà martedì 27 giugno alle ore 11 a Villa Greppi, dopo che la Commissione Elettorale Circondariale avrà ufficializzato i risultati con la proclamazione degli eletti.

 

23 giu 17 - 21:45 - Lascia commento

È stato davvero bello essere il vostro Sindaco: grazie Cernusco!

Oggi ho chiuso per l’ultima volta questa finestra, la finestra sulla città, la finestra dell’ufficio del Sindaco, nella ex cappella di Villa Greppi.

Domenica i cittadini eleggeranno il nuovo Sindaco e martedì mattina, dopo la proclamazione ufficiale degli eletti, ci sarà il “cambio della guardia”.

La scrivania del Sindaco è posizionata in modo tale che lo sguardo del primo cittadino sia sempre rivolto verso la città. È una condizione formale, ma è anche la sostanza del ruolo che ho ricoperto per due mandati: guardare sempre ai bisogni della città, avere lo sguardo fisso su di essa, sui cittadini e le famiglie.

Per me sono stati 10 anni intensi e straordinari: 10 anni della mia vita – un quarto della mia vita –, l’esperienza significativa più lunga che abbia sino ad oggi vissuto, gli anni finora migliori, durante i quali mi sono anche sposato e sono diventato papà.

Alla mia famiglia devo molto, perché hanno dovuto “convivere” con la famiglia più grande e allargata che è la città, alla quale ho dedicato le migliori energie e tempo prezioso, sottraendoli ai miei affetti.

Devo tanto ai miei compagni di viaggio, al mio vice Giordano Marchetti che mi ha accompagnato per tutti i 10 anni, ad ognuno degli Assessori che si sono fatti carico delle deleghe loro assegnate, ai Consiglieri di maggioranza che hanno supportato in Consiglio il nostro impegno ammnistrativo, alla coalizione che mi ha sostenuto, ai dirigenti e tecnici comunali per la collaborazione avuta nel nostro impegno per la città, ai colleghi Sindaci e Amministratori per quanto mi hanno insegnato e per la collaborazione condivisa al di là delle appartenenze politiche.

In questi anni ho percepito la vicinanza e il sostegno di molte persone: oltre a mia moglie Chiara e alla mia famiglia, amici che mi hanno manifestato il loro sostegno e appoggio, persone che hanno pregato per me e per il mio impegno, cittadini che hanno esternato il loro apprezzamento per quanto realizzato. Sono grato a tutti.

Ma ho anche registrato le frustrazioni e i sensi di colpa di chi, chiusa la finestra sulla città, torma a casa e si interroga se si poteva fare di più, sente il dolore per una risposta ad un bisogno che non si è riusciti a dare, sa che le condizioni nelle quali operi non ti permettono di fare tutto quanto ti eri prefissato.

Ho vissuto anche il peso di chi sa che ci sono persone che ti percepiscono come “nemico”, a volte per invidia, a volte per ignoranza, a volte per cattiveria. Questa esperienza ha anche un “lato oscuro” inevitabile.

In questi anni ho imparato molto, non solo sul diritto amministrativo e la politica: ho imparato anche lezioni che mi serviranno per il resto della vita. Innanzitutto ho imparato tanto, più di quanto pensassi. Per quanto mi sia dato da fare, ho imparato che alla fine si riesce a fare meno di quello che ci si prefigge. Ho imparato che dopo aver ascoltato tutti, alla fine la decisione ultima dipende da te e che la devi proprio prendere una decisione, senza che nessuno ti dica se è quella giusta. Ho imparato che quando si è al servizio non si deve pretendere riconoscenza: si serve e basta. Ho imparato che quando sbagli te ne devi assumere la responsabilità e che quando ottieni risultati questi diventano patrimonio di tutti. Ho imparato che la politica è una cosa bellissima e che ci sono un sacco di persone che fanno bene la buona politica, in ogni schieramento, più di quanto il cittadino comune possa immaginare o più di quanto i media raccontino. Ho imparato che quando si vuole bene alla propria città non c’è cosa più bella che ti possa accadere che metterti al servizio della tua comunità come Amministratore.

Ora questa esperienza della mia vita finisce e io sento di dovere dire grazie per quanto ho vissuto, per quanto questa mia città mi ha permesso di vivere, per le emozioni che mi avete regalato, per le gioie e i dolori che abbiamo condiviso.

Ora che questa esperienza finisce so che non aprirò e chiuderò più questa finestra sulla città: mi resterà l’orgoglio di essere stato il vostro Sindaco per 10 anni, di aver vissuto questo grandissimo onore. A breve riprenderò il mio lavoro in banca e poi deciderò se e come valorizzare nel prossimo futuro l’esperienza amministrativa maturata: ma qualsiasi altra carica dovessi mai ricoprire, qualsiasi altra esperienza professionale dovessi affrontare, so che nulla sarà così importante e significativo come l’essere stato il Sindaco della mia città, il Sindaco della città dove sono nato e cresciuto; nulla mi darà la gioia di aver potuto guardare la città da questa finestra privilegiata ed aver servito la mia comunità, come fosse la mia famiglia.

Chi verrà dopo di me sarà sicuramente meglio di me (perché è sempre “meglio stare meglio”): ma se potrò essere utile farò il possibile per continuare ad aiutare la città e chi si impegna per essa; lo farò in modo discreto, come sanno fare coloro che si mettono al servizio di altri con amore.

È stato davvero bello essere il vostro Sindaco: grazie Cernusco!

Ciao!

 

PS: qui sotto il video (che un amico mi ha gentilmente trasmesso) del saluto alla città – con le parole del post qui sopra – tenuto venerdì 23 giugno 2017 in piazza matteotti, alla chiusura della campagna elettorale per il ballottaggio di Ermanno Zacchetti candidato Sindaco di Cernusco sul Naviglio

 

12 giu 17 - 11:30 - Lascia commento

Elezioni comunali: i risultati del primo turno

Si va al ballottaggio: domenica 25 giugno i cittadini di Cernusco sul Naviglio saranno chiamati a scegliere tra Ermanno Zacchetti e Paola Malcangio.
Lo scrutinio avvenuto nella notte ha visto sempre in testa Ermanno Zacchetti, che con il 5.554 voti pari al 35.94% si piazza sul gradino più alto del podio del primo turno elettorale per l’elezione del Sindaco, doppiando la seconda classificata, Paola Malcangio, che ottiene 2.873 voti pari a 18,95%.

Al terzo posto, con un risultato davvero importante, Rita Zecchini: 2.355 voti, pari al 15,53%. Dietro di lei Gianluigi Frigerio, con 1.583 voti pari al 10,44%.

Staccati, tutti intorno al 6%,gli altri 3 candidati.

Molto bene il PD (che si conferma il primo partito della città con il 27,68% dei voti alle liste) ed anche gli alleati di Vivere Cernusco (9,80%).

Qui i dati definitivi con i voti ai candidati Sindaco e alle liste.

Qui le preferenze ottenute dai candidati al Consiglio Comunale in ogni lista.

Ed ora al lavoro per il ballottaggio: con Ermanno Zacchetti per garantire alla città la prosecuzione della nostra esperienza amministrativa, rinnovata ed innovata da questo voto, con l’obiettivo di lavorare insieme per una #bellaCernusco!

 

01 giu 17 - 13:42 - Lascia commento

Il programma di Ermanno Zacchetti

Domenica 11 giugno si vota (primo turno) per scegliere il nuovo Sindaco della nostra città (l’eventuale turno di ballottaggio si terrà domenica 25 giugno; si vota in entrambe le date dalle ore 7 alle ore 23).

Dieci anni di amministrazione di centrosinistra a Cernusco sul Naviglio consegnano una città che ha saputo fare passi avanti su molti fronti, dando risposte che erano attese da diversi anni, implementando le infrastrutture ed i servizi per la famiglia e i cittadini. Cernusco è certamente una città più vitale, che si fa e si lascia vivere volentieri.

Quanto realizzato attraverso un lavoro serio e coerente – che ha messo al centro le persone, le famiglie e la tutela del territorio – è tanto (soprattutto se si considerano le difficoltà nelle quali si sono trovati i Comuni nell’ultimo decennio di crisi), ma ancora molto c’è da fare.

Se quanto abbiamo compiuto in questi anni è piaciuto, se il nostro impegno è stato apprezzato, sappiate che abbiamo ancora tanto da realizzare su questa scia, in continuità con l’esperienza di questi 10 anni. Per poter dare continuità e migliorare il lavoro svolto, Ermanno Zacchetti si è messo a disposizione come candidato Sindaco della coalizione formata da Partito Democratico e Vivere Cernusco.

Il programma con il quale Ermanno si presenta agli elettori parte dallo stile di governo e dall’esperienza sviluppata insieme in questi 10 anni, completandola e proiettandola nel futuro: prevede infatti il compimento delle opere pubbliche e dei progetti a medio termine già messi in cantiere nell’ultimo mandato amministrativo e nello stesso tempo traccia i percorsi per continuare a realizzare la città che ci piace.

La visione di città che guida il programma di Ermanno e della nostra coalizione è quella di una Cernusco bella, vivibile e viva, sostenibile; prossima alle persone e amata da chi la abita, la utilizza, se ne prende cura; all’avanguardia.

Invito a leggere il programma completo, in distribuzione in questi giorni in forma cartacea presso le famiglie e nei banchetti elettorali: ancora una volta, in modo responsabile, sono proposti interventi mirati, in coerenza con i veri bisogni della città, economicamente sostenibili, senza proposte mirabolanti da libro dei sogni.

Chi vuole dare continuità al lavoro di questi 10 anni, sa che Ermanno è la direzione giusta per una bella Cernusco!

24 mag 17 - 13:46 - Lascia commento

Opere e investimenti in corso per il 2017

La programmazione degli interventi su strade, marciapiedi, ciclabili oltre che gli investimenti in strutture e spazi pubblici ha visto impegnata l’Amministrazione comunale con decisioni prese già alla fine dello scorso anno con le risorse del bilancio del 2016 (al fine di poter mettere a gara entro il 31 dicembre alcune opere per poter vedere avviati i lavori nel corso dell’attuale primavera), sia con le risorse contenute nel bilancio 2017 approvato nel febbraio scorso, sia con l’utilizzo dell’avanzo di amministrazione approvato con il bilancio consuntivo del 2016 nell’aprile scorso.

Sono molti gli interventi che abbiamo pianificato e che saranno realizzati in questi mesi. Alcuni vedranno la loro piena realizzazione nella prossima estate e nell’autunno, quando il mandato dell’Amministrazione che presiedo sarà terminato, ma sono e restano interventi che abbiamo voluto, pianificato, finanziato e realizzato.

Qui sotto il dettagli di quanto vedremo realizzare nei prossimi mesi.

Asfalti strade e rimantature marciapiedi (interventi per 580.000 euro)

Via Adua (tra le vie Gemona e Brava)

Via Cadore (tra le vie Aquileia e Tonale, anche marciapiedi)

Via Briantea (tra le vie Videmari e Gorizia)

Via Torino (450 mt tra le vie Verona e Brescia)

Strada Padana (400 mt corsia nord tra viale Assunta e via Mazzini)

Via mons. Biraghi (tramite intervento ENEL)

Via IV Novembre (tramite intervento Amiacque)

Via Buozzi (tramite intervento Amiacque)

Via Tizzoni (tramite intervento Amiacque)

Via Oberdan

Via Tonale

Via Svevo (90 mt)

Via Parini (50 mt)

Via Resegone

Via Al Cavarot (tre interventi da 30 mt l’uno)

Via Firenze (tra la Padana e via Brescia)

Via Brescia (60 mt fra le vie Mestre e I Maggio)

Via Bergamo (con rifacimento nuovo impianto di illuminazione a led)

Via Mestre (con rifacimento nuovo impianto di illuminazione a led)

Via Card. Ferrari (marciapiede)

Via Pietro da Cernusco (60 mt marciapiede)

Via Amendola (marciapiedi)

Via Galilei (marciapiede tra le vie Dante e Petrarca)

Nuovi impianti di illuminazione con efficientamento energetico (interventi per 250.000 euro)

Via Gorizia (fatto)

Via Brescia (a led, fatto)

Via Aosta (a led, fatto)

Via Mestre (a led)

Via Bergamo (a led)

Via Donatello (a led)

Via Lega Lombarda (sodio ad alta efficienza)

Via santa Caterina (sodio ad alta efficienza)

Piste ciclabili (interventi per 380.000 euro)

Entro giugno inizieranno i lavori di riqualificazione della pista ciclabile di via Verdi, nel tratto tra via Fiume e la rotonda con la SP 121: oltre alla rimantatura della pista saranno posati anche i cavidotti e i plinti per la nuova illuminazione.

A seguire si interverrà sulla pista ciclabile di via Cavour, nel tratto fra la rotonda della SP 121 e Ronco.

Come sopra precisato è in fase di completamento la nuova pista ciclabile su via Goldoni e quella legata alla realizzazione e ella nuova via Lazzati.

Dopo l’estate Italgas procederà alla riqualificazione del tratto di ciclabile di via Verdi tra la rotonda della SP 121 e Carugate: anche in questo caso oltre alla rimantatura della pista saranno posati anche i cavidotti e i plinti per la nuova illuminazione.

Per fine anno, grazie all’intervento sull’area ex Supercash, verrà rinnovato l’impianto di illuminazione della pista ciclabile di via Verdi, tra via Fiume e Carugate, con impianti a led.

In estate sarà inoltre ultimata la nuova pista ciclabile parallela a via Vespucci, che unirà le ciclabili tra le vie Fontanile e Masaccio, realizzata a scomputo oneri dagli operatori dell’intervento immobiliare in corso fra le vie Vespucci e Monza (chi volesse seriamente approfondire storia e ragioni di quell’intervento urbanistico e di altre vicende cittadine legate al “mattone” può leggere quanto ho scritto qui). Nello spazio verde dove corre la nuova ciclabile sono state messe a dimora un centinaio di nuove piante (che per i primi due anni saranno curate, insieme all’area verde, dagli operatori privati dell’intervento urbanistico).

Video-sorveglianza (interventi per 73.000 euro)

Per luglio saranno attive le nuove telecamere da posare negli otto varchi di accesso alla città (i sette “portali” esistenti più uno nuovo in via Turoldo, subito dopo la nuova rotatoria sulla SP 121) con un software che consentirà di identificare le auto rubate inserite nella “black-list” delle forze dell’ordine. Quasi sempre chi si dedica a furti o altri reati predatori utilizza auto rubate: il software, identificando le auto denunciate per furto, farà scattare un “alert” sui tablet in dotazione della Polizia Locale (e dei Carabinieri, dopo apposito convenzionamento con l’Arma) al fine di indicare luogo di rilevazione e itinerario e consentire il più rapido ed efficace intervento. Questo sistema contribuirà a meglio monitorare il territorio e renderlo più presidiato e sicuro.

Parchi gioco (interventi per 450.000 euro)

Nei prossimi giorni prenderanno il via gli interventi di completa riqualificazione dell’area giochi nei pressi della biblioteca, all’interno dei giardini di villa Greppi; il 15 giugno inizierà la posa Continua a leggere Opere e investimenti in corso per il 2017