23 giu 16 - 15:46 - Lascia commento

Villa Alari: da Regione Lombardia via libera all'Accordo di Programma per il recupero

La Regione Lombardia, con propria delibera di Giunta n°X/5309 del 20 giugno 2016, ha deciso l’adesione all’accordo di programma – che dovrà essere definito entro il prossimo 31 luglio – che permetterà investimenti su facciate, tetto, consolidamento statico, cappela e parco di Villa Alari Visconti di Saliceto, del valore complessivo di 1 milione e 870 mila euro, metà dei quali (935 mila euro) messi a disposione a fondo perduto da Regione Lombardia.

Si tratta di un primo, ma fondamentale lotto funzionale di interventi volto al recupero e alla rifunzionalizzazione della villa, un patrimonio storico e artistico importantissimo non solo per la nostra città e che lo scorso anno era entrato nella “top ten” del Censimento dei Luoghi del Cuore del FAI – Fondo per l’Ambiente Italiano (prima in Lombardia e nona in Italia).

Sono soddisfatto del percorso intrapreso e ringrazio Regione Lombardia – in particolare l’Assessore Massimo Garavaglia – per aver voluto credere in questo progetto che l’Amministrazione comunale ha fortemente voluto. Fin dall’inizio del nostro mandato ci siamo adoperati per far tornare Villa Alari al suo antico splendore: le migliaia di visitatori che in occasione di ogni apertura straordinaria si sono messe in coda per ammirare le stanze, gli affreschi e conoscere la storia di questa antica dimora, dimostrano quanto questo bene sia già un luogo attrattivo per la nostra città. Era quindi doveroso da parte nostra impegnarci per far sì che tornasse a essere pienamente fruibile: l’accordo con Regione Lombardia è un primo e fondamentale passo in questa direzione e segna di fatto una nuova tappa nel lungo iter che ha visto coinvolti, insieme all’Amministrazione comunale e la Regione, anche la Soprintendenza delle Belle Arti e del Paesaggio, soggetti che ringrazio per il loro impegno insieme all’Assessore Giordano Marchetti all’Ufficio Tecnico.

Entro fine anno contiamo di elaborare il progetto definitivo e affidare i lavori per realizzare i cantieri entro il prossimo anno.

Insomma: una gran bella notizia!

 

21 giu 16 - 18:52 - Lascia commento

Città metropolitana, un'esperienza straordinaria!

Con la proclamazione di Beppe Sala quale nuovo Sindaco di Milano e di Città metropolitana vengono a cadere tutte le deleghe che il precedente Sindaco Giuliano Pisapia aveva attribuito.

È quindi terminato anche il mio incarico di vice Sindaco di Città metropolitana che Pisapia mi aveva attribuito il 29 ottobre 2014 e cesso di esercitare le deleghe che mi erano state assegnate. Per la legge rimarremo in carica come consiglieri metropolitani fino all’elezione del nuovo Consiglio metropolitano prevista entro l’estate.

Ringrazio Pisapia per la fiducia che mi ha accordato e per la possibilità che mi ha dato di lavorare per la nuova istituzione, a fianco di persone fantastiche. Ho avuto modo di fare esperienze amministrative e politiche importanti, interessanti e formative; ho vissuto l’impegno, la gioia e la fatica della rappresentanza; ho incontrato figure e personaggi che non avrei mai immagino di incontrare; ho sentito sulle spalle la responsabilità di un Ente che serve cittadini e imprese di 134 Comuni; ho lavorato in un palazzo tra i più belli delle istituzioni milanesi. Un’esperienza davvero straordinaria! Faticosa ma eccezionalmente straordinaria.

Nonostante le molte difficoltà che abbiamo  avuto di fronte, soprattutto di natura finanziaria, siamo riusciti a raggiungere molti obiettivi (statuto, piano strategico, ATO unico del servizio idrico ingrato, agenzia del trasporto pubblico, completamento dell’anello di fibra ottica intorno al territorio metropolitano, protocollo con il Ministero della Pubblica Amministrazione per la semplificazione amministrativa, progetto +Community per la semplificazione nel settore ambientale, attività e opere legate ad Expo…).

C’è ancora molto da fare e il nuovo Sindaco darà il suo indirizzo e metterà il suo impegno per far sì che la Città metropolitana sia sempre più il motore dello sviluppo economico e sociale del nostro territorio.

Ad majora!

 

20 giu 16 - 13:19 - Lascia commento

Beppe Sala Sindaco di Milano e di Città metropolitana!

Beppe Sala vince la sfida di Milano e consente al Pd e al centrosinistra di proseguire l’esperienza politoco-amministrativa avviata con Giuliano Pisapia; consente pure a Città metropolitana di proseguire il suo percorso di strutturazione, dato che Sala è stato l’unico candidato che ha parlato della nuova istituzione con convinzione e con l’idea che debba essere messa al centro del futuro impegno.

Un risultato importantissimo quello di Sala a Milano, ottenuto in un frangente politico non facile, dopo una campagna elettorale lunga, con uno sfidante di tutto rispetto come Stefano Parisi. Solo alcuni mesi fa gli scenari politici sembravano molto diversi, ma oggi non era per nulla scontato il risultato di questo impegnativo ballottaggio.

Il Pd milanese nelle ultime due settimane ha saputo mettere in pista tutte le sue energie e Beppe Sala ha saputo catalizzare il consenso di quanti lo avevano già sostenuto al primo turno ed anche di elettori che si erano orientati diversamente. Certo, in questi voti aggiuntivi c’è chi ha votato con convinzione la scelta migliore, ma anche il sostegno di chi, a fatica, ha votato Sala per evitare il ritorno di certi personaggi del centrodestra.

Resta il fatto che, con esiti elettorali profondamente negativi per il Pd in molte parti d’Italia, il risultato di Milano (con quello di Varese) hanno saputo arginare un bilancio elettorale che altrimenti sarebbe stato troppo pesante. Milano, con la sua vittoria, ha dato una mano al Governo.

Ora però deve essere avviata una seria riflessioni sulle ragioni di risultati generalmente negativi, che non possono essere ascritti alla sola “voglia di cambiamento”, ma neppure ad un presunto anti “renzismo”. La situazione è più complessa e va affrontata con serietà. Il Pd ha capacità e risorse per analizzare le sconfitte e trovare le energie per superare questa fase critica.

Intanto, però, almeno a Milano ci godiamo questa bella e sofferta vittoria, tanto più bella perché affatto non scontata. Ieri sera, quando è apparso chiaro che si aveva vinto, Beppe Sala è salito sulla scala a chiocciola della sala di EnergoLab, dove eravamo riuniti per attendere i risultati, ed ha pronunciato parole bellissime e vere, dicendo che pur avendo svolto nella sua vita molte esperienze e pur avendo assunto tanti incarichi di responsabilità, mai come in questa esperienza elettorale ha capito l’importanza delle altre persone, di chi ti sta intorno; ha ringraziato tutti per l’impegno e l’energia che sono stati messi nella campagna elettorale, riconoscendo che la sua vittoria è la vittoria dell’impegno di ciascuno e a ciascuno ha dedicato la sua vittoria!

Buon lavoro al nuovo Sindaco di Milano e di Città metropolitana Beppe Sala e ai Consiglieri comunali!

 

PS: sono molto felice anche per il risultato di Pioltello che ha eletto Ivonne Cosciotti nuova Sindaca, non solo perché la città torna ad essere guidata dal centrosinistra, ma perché questo risultato dice che a raccontar balle non si portano a casa risultati…

 

16 giu 16 - 23:18 - Lascia commento

“Ostinazione Civile”, il libro di Umberto Ambrosoli, parla anche di noi!

Gli impegni presi da Eugenio Comincini non sono particolarmente ambiziosi, ma sono molti e tutti insieme fanno il buon governo di una amministrazione comunale“.

Oggi sono andato in libreria a comprare “Ostinazione civile” di Umberto Ambrosoli: sia perché era un mese che volevo acquistare e leggere questo libro che parla di idee e storie di rigenerazione civica, sia perché venerdì mattina partecipo ad una iniziativa che ha per oggetto il libro ed è buona cosa aver masticato qualche pagina…

Per Umberto l’ostinazione civile è la possibilità di ognuno di noi di impegnarsi con assoluto senso di responsabilità, per l’interesse di tutti.

Apro il libro per scorrere l’indice e mi fermo su un paragrafo del capito quarto dedicato alle esperienze concrete: e leggo “Cernusco sul Naviglio”. Che ci farà mai Cernusco in questo libro di Umberto? Vado a pagina 102 e sbalordisco… In tre pagine si parla della nostra città! Del nostro impegno e della nostra esperienza amministrativa! Della lista civica della mia maggioranza, Vivere Cernusco! E nelle successive tre pagine si parla della sfida possibile della Città metropolitana.

Mi sono emozionato a leggere il mio nome e il nostro impegno civile nell’amministrare la città (e anche Città metropolitana): è un grande onore ed un grande riconoscimento che una persona straordinaria come Umberto mi e ci ha fatto.

Grazie di cuore!

 

16 giu 16 - 10:22 - Lascia commento

Festa dell'Unità a Cernusco dal 17 al 19 giugno

Cominciate a mettere gli appuntamenti in agenda: questo fine settimana – 17, 18 e 19 giugno – negli spazi adiacenti il centro sportivo di via Buonarroti ci sarà la Festa de L’Unità organizzata dal Pd Cernusco Sul Naviglio: tanti incontri per confrontarsi, per ascoltare musica ed assaggiare  buona cucina.

Tra gli ospiti: la vice Presidente del Senato Valeria Fedeli, il Sindaco di Bergamo Giorgio Gori, il vice segretario nazionale del Pd Lorenzo Guerini, gli onorevoli Simona Flavia Malpezzi e Matteo Mauri, lo scrittore Marco Erba.

Sarà l’occasione per incontrarci e parlare di politica nazionale e politica locale, dell’Italia e della città, di cambiamento, riforme, buona politica, buona amministrazione, critiche, confronto, ascolto, impegno civile.

Questo il programma completo:

Venerdì 17 giugno

17,00 – Inizio Festa e apertura spazio ristorazione
18,00 – «Più donne in parlamento e al governo: che cosa è cambiato?»: con Valeria Fedeli, senatrice PD e vicepresidente del Senato
19,30 – Adolescenza, scuola, futuro: dialogo tra Marco Erba, scrittore, autore del libro “Tra me e te” e Simona Malpezzi, deputata e membro della Commissione cultura scienza e istruzione.
21,30 – live music con «Hot to be Peppers» , Red Hot Chili Peppers tribute band

Sabato 18 giugno

17,00 – «La buona scuola è la scuola aperta»: incontro e dibattito a cura del Gruppo Scuola Martesana
18,00 – Incontro con Lorenzo Guerini, vice segretario del Partito Democratico
20,00 – live music con «Nicola Savi Ferrari»
21,30 – live music con «Tano e l’ora d’aria»

Domenica 19 giugno
17,30 – «Informa con la riforma: confronto sulla riforma costituzionale»,  a cura del gruppo Giovani Democratici e con la partecipazione di Matteo Mauri, deputato e vice capogruppo vicario del Pd alla Camera.
18,30 – incontro con Eugenio Comincini: «Come è cambiata Cernusco in questi nove anni?»
21,00 – Incontro con Giorgio Gori, sindaco di Bergamo
21,30 – DJ set con «Esa»

Vi aspettiamo!

01 giu 16 - 08:28 - Lascia commento

Al via EcuoSacco: per una raccolta più eco e più equa

Parte quest’oggi, 1 giugno 2016, il progetto sperimentale EcuoSacco, la modalità che CEM Ambiente SpA ha offerto ai Comuni soci per poter incrementare la raccolta differenziata, diminuendo la componente di secco, cioè di rifiuti indifferenziati, e parallelamente far diminuire i costi di smaltimento dei rifiuti al fine di permettere un abbassamento della TaRi.

Dopo che CEM ha avviato nel 2013 una indagine puntuale in alcuni Comuni soci nei quali è stato possibile ricavare informazioni sulla produzione della frazione secca delle utenze domestiche e non domestiche, effettuata un’analisi merceologica volta a determinare la presenza di materiali differenziabili all’interno della frazione secca, grazie agli studi condotti e alla verifica dei pesi è stato possibile calcolare a priori la volumetria da attribuire ad ogni cittadino per consentire una corretta e migliore differenziazione dei rifiuti. Così nel 2014 sono stati i Comuni di Bellusco, Cambiago e Camparada ad avviare la sperimentazione; si sono aggiunti nel 2015 Caponago, Carugate, Grezzago, Lesmo, Mezzago, Vaprio d’Adda e Cassano d’Adda (quest’ultimo dal luglio 2015); in questo 2016 Vimercate ha avviato il servizio a gennaio, Trezzano Rosa, Ornago, Bernareggio, Ronco Briantino, Usmate Velate e Inzago a febbraio, Agrate Brianza e Melzo a marzo e ora tocca a noi. I diciannove comuni che hanno già avviato la sperimentazione prima di noi assommano una popolazione di oltre 185.000 abitanti; con Cernusco la popolazione servita da EcuoSacco sale a circa 218.000 abitanti (a cui, ovviamente, vanno aggiunte tutte le utenze non domestiche: aziende, uffici, negozi, ristoranti, ecc.). Nei prossimi mesi altri Comuni soci di CEM passeranno alla nuova modalità di gestione dei rifiuti secchi.

EcuoSacco si propone dunque come un sistema ecologico per ottenere migliori risultati ambientali (diminuendo i rifiuti destinati all’incenerimento) e una più equa applicazione della tassa rifiuti. Il sistema EcuoSacco prevede una predefinita assegnazione di sacchi per il secco ad ogni utenza, quantità calcolata sulla produzione media procapite di secco, considerando una raccolta differenziata fatta in maniera adeguata. Dietro questi conti e numeri ci sono ovviamente valutazioni statistiche ponderate e misurate anche in altri Comuni dove il servizio è già attivo.

Dal primo giugno, quindi, per la raccolta del secco dovranno essere utilizzati solo i sacchi rossi per le utenze domestiche e i sacchi blu per le utenze non domestiche.

Cosa cambia rispetto a prima? Praticamente nulla: bisogna solo utilizzare l’EcuoSacco per smaltire i rifiuti secchi. Già dal primo gennaio scorso erano state introdotte alcune piccole modifiche al conferimento dei rifiuti ed oggi non vi sono novità ulteriori sui conferimenti.

Come usare EcuoSacco? La cosa importante, che già oggi tantissime famiglie già fanno, è differenziare bene e NON mettere nell’EcuoSacco né carta, né vetro, né plastica, né umido: ogni rifiuto ha il suo contenitore e nel sacco rosso ci vanno veramente poche cose.

Sul sito di CEM è presente una sezione denominata “Dove lo butto” nella quale è indicato dove gettare correttamente alcuni rifiuti. Per i più tecnologici è possibile scaricare l’app di CEM denominata “Differenziati” utile per avere maggiori info sul corretto smaltimento dei rifiuti e altre info sui servizi resi da CEM. C’è anche un numero verde disponibile per rispondere a dubbi e richieste di precisazione su come al meglio fare la raccolta differenziata: si può chiamare il numero 800-34-22-66.

A questa pagina è possibile trovare risposta ad una serie di domande frequenti che sono state poste nel corso del mese di maggio mentre EcuoSacco è stato distribuito alle utenze domestiche e non domestiche.

Parallelamente all’introduzione del nuovo sistema, sempre dal primo giugno cambia il calendario della raccolta rifiuti in città: da 6 zone si passa a 3 e i giorni di ritiro dei rifiuti sono stati modificati secondo il calendario distribuito nelle caselle della posta delle famiglie cernuschesi. Qui è possibile prendere visione della suddivisione del territorio e delle vie cittadine nelle tre zone; ai link sono scaricabili il nuovo calendario della zona arancione (ex zone 1 e 4), della zona blu (ex zone 2 e 3) e della zona verde (ex zone 5 e 6).

Il secco verrà ritirato solo una volta alla settimana rispetto alle attuali due, mentre rimangono invariate le frequenze settimanali di ritiro degli altri rifiuti. Cernusco sul Naviglio è l’ultimo dei 59 Comuni soci di CEM a passare da due ad una volta la settimana il ritiro del secco: quasi tutti i Comuni soci CEM hanno da sempre avuto il ritiro del secco settimanale, mentre di quelli con il ritiro bisettimanale gli ultimi a passare a settimanale sono stati Cassina de’ Pecchi e Vimodrone all’inizio di questo 2016. Quindi anche i Comuni che non hanno ancora introdotto EcuoSacco stanno effettuando la raccolta settimanale del secco (per altro sono molti i Comuni in Italia ad aver adottato questa modalità, da nord a sud, da Aosta fino a Salerno). La riduzione secco del ritiro del secco da due volte a settimana a una volta non è stata fatta per questioni economiche (l’incidenza è minima, anche perchè la modifica delle zone e del calendario comporta un’attività giornaliera più intensa per il ritiro delle altre frazioni), ma per favorire il miglioramento della raccolta differenziata: questa modalità contribuisce a favorisce la  differenziazione dei rifiuti.

I dati dei 19 Comuni che hanno già avviato la sperimentazione di EcuoSacco mettono in luce riduzioni della frazione secca del 66% e incrementi significativi delle diverse altre frazioni di rifiuti: multipak +43%, carta +22%, umido +15%. Questi dati hanno comportato riduzioni dei costi di gestione dei rifiuti che si sono tradotti in diminuzioni della TaRi pagata dai cittadini interessati.

In vista della partenza del nuovo servizio nella nostra città, l’esperienza maturata da CEM negli altri Comuni ove questo cambiamento è già avvenuto ha fatto predisporre il potenziamento degli interventi di ritiro delle diverse tipologie di rifiuto, al fine di gestire al meglio l’avvio di EcuoSacco e del cambio di calendario del ritiro rifiuti, ai quali si è aggiunto l’imprevisto sciopero nazionale degli addetti all’igiene urbana che si è tenuto lunedì 30 maggio: martedì 31 maggio e mercoledì 1 giugno sono stati previsti interventi in via straordinaria sui rifiuti non raccolti per lo sciopero; giovedì 2 giugno, nonostante la festività, gli operatori CEM, oltre all’attività regolare, si occuperanno di ripulire le vie del centro storico dai sacchi esposti nei giorni non corretti secondo il nuovo calendario. Entro la giornata di venerdì, infine, saranno concluse le operazioni di raccolta straordinaria in tutta la città.

Da settimana prossima si seguirà il nuovo calendario a pieno regime: è necessaria la collaborazione dei cittadini e degli amministratori condominiali nell’utilizzare solo EcuoSacco per il conferimento del secco e nel verificare con attenzione i nuovi giorni in cui esporre i rifiuti. CEM presterà la massima attenzione per far fronte alle possibili criticità, ma è indispensabile che ciascuno faccia la propria parte.

A quanti non avessero ancora ritirato la propria fornitura di EcuoSacchi ricordo che lo sportello EcuoSacco di via Cavour 14 proseguirà la sua attività di distribuzione sacchi e informazione sulle nuove zone di raccolta secondo la seguente modalità: venerdì 3 giugno dalle 8 alle 20, sabato 4 giugno dalle 8.30 alle 12.30 e, a partire da lunedì 6 giugno fino a sabato 18 giugno, nei seguenti orari: lunedì, mercoledì, venerdì e sabato dalle 8.30 alle 12.30; martedì e giovedì dalle 16 alle 20.

Qui possono essere visionate le slide utilizzate per la presentazione del progetto sperimentale EcuoSacco: vi si possono trovare info e dati sui rifiuti e sulla raccolta differenziata a Cernusco, sui valori della TaRi che paghiamo in città raffrontati a quelli di altri Continua a leggere Al via EcuoSacco: per una raccolta più eco e più equa

25 apr 16 - 13:39 - Lascia commento

25 Aprile 2016 a Cernusco: il mio discorso commemorativo

Questa mattina si sono tenute anche a Cernusco sul Naviglio le celebrazioni per il 71° anniversario della Liberazione dal nazi-fascismo, partecipate da moltissime persone.

Dopo la messa celebrata per le libertà civili e a suffragio dei caduti di tutte le guerre, è partito il corteo che giunto in piazza Matteotti ha sostato davanti a palazzo Tizzoni, dove avvenne la liberazione di Cernusco sul Naviglio; qui si sono tenuti i discorsi commemorativi con l’intervento del Presidente di ANPI Danilo Radaelli e del sottoscritto, sotto riportato.

Il corte ha poi ripreso il percorso per giungere in piazza Martiri della Libertà dove è stata deposta una corona d’alloro al Monumento ai Caduti, e quindi verso largo Riboldi – Mattavelli, dove al cippo che ricorda l’uccisione dei due partigiani Cesare Riboldi e Luigi Mattavelli avvenuta il 24 aprile 1945, è  stata deposta una corona d’alloro.

Autorità civili e militari, Associazioni partigiane, combattentistiche e d’arma, concittadini;

 

il 25 aprile di settantuno anni fa i partigiani liberavano Milano dall’occupazione nazi-fascista, avviando il percorso finale per ridare all’Italia intera l’agognata libertà.

Anche se la guerra continuò fino ai primi giorni di maggio, venne scelto quel giorno per segnare la data fondamentale per la storia recente del nostro Paese, in quanto simbolo della Resistenza e delle forze partigiane, che a partire dall’8 settembre 1943 si impegnarono contro il governo fascista della Repubblica Sociale Italiana e l’occupazione nazista. Il 25 aprile fu festeggiato già l’anno seguente l’avvenuta Liberazione, quando – su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri Alcide De Gasperi – il principe Umberto, allora Luogotenente generale del Regno d’Italia, con il decreto luogotenenziale n°185 del 22 aprile 1946 sulle ricorrenze festive dichiarava il 25 aprile festa nazionale. La Liberazione fu festeggiata anche negli anni successivi ed istituzionalizzata stabilmente come ricorrenza nazionale della Repubblica italiana con la legge n°260 del 27 maggio 1949 e da allora, ogni anno, il 25 aprile si celebra la memoria degli eventi del 1945.

 

Sono dunque oggi settant’anni dalla prima commemorazione della Liberazione dal nazi-fascismo. Settant’anni di celebrazioni, ricordo, memoria. Appare a tutti evidente come il tempo rischi di logorare la memoria stessa e l’azione degli uomini possa produrre alterazioni degli eventi storici che si commemorano. La retorica rischia di offuscare il valore intrinseco di quegli avvenimenti e quanto ancora oggi hanno da comunicarci. In effetti, in questi settant’anni di celebrazioni si è perso per strada qualcosa dello spirito originario che produsse la Resistenza e la Liberazione stessa. Il valore stesso della Liberazione era univoco e chiaro per tutti gli italiani non fascisti: dai comunisti ai liberali, dai democristiani ai socialisti, dagli anarchici ai monarchici, dagli atei ai credenti. Il 25 aprile era la celebrazione simbolica del vittorioso sacrificio degli italiani antifascisti per il riscatto della nazione e la liberazione del Paese dall’oppressione.

Ben presto però accadde che le nuove criticità e contrapposizioni sul piano internazionale allungassero ombre e producessero mutamenti sul recente passato ed incominciarono ad impossessarsi della memoria.

Come ha sostenuto Massimo Castoldi, presidente della Fondazione Memoria della Deportazione, “già nel 1947 il clima di Guerra Fredda e di scontro politico fra il Partito Comunista e la Democrazia Cristiana – condotto a volte in modo tragicamente violento, a volte soltanto scorretto, irrispettoso e volgare, un vizio che torna periodicamente nella storia del nostro Paese – ha fatto presto dimenticare lo spirito di coesione antifascista sul quale si era fondata la Repubblica, che fu lo spirito dei padri costituenti”.

Ne sono seguiti vuoti di memoria, conflitti interni alle stesse forze politiche nate dalla Resistenza, tra le quali si sono affermati interessi di parte e personalismi. Si giunge così agli anni Novanta del XX secolo durante i quali c’è stato addirittura chi ha tentato di riabilitare la Repubblica di Salò, come se esistessero due memorie in conflitto fra loro, come se il fascismo avesse ancora qualcosa da dire alla Storia d’Italia. In quest’epoca di disgregazione della coscienza storica alcuni si sono anche dilettati nell’identificare la destra politica – tutta la destra politica – con il fascismo, insinuando questa sciocchezza nella mente di molti giovani e aizzando le piazze in cerimonie pubbliche, dimenticandosi della destra antifascista, che ha avuto grandi ed illustri protagonisti nei Comitati di Liberazione Nazionale, nella Resistenza e nella ricostruzione del Paese. E parimenti, incredibilmente, chi ha scelto di militare nella destra ha spesso dimenticato la storia antifascista di chi li ha preceduti e del contributo dato anche da esponenti di quella parte politica alla Resistenza e alla Liberazione.

 

Nazismo e fascismo non hanno nulla a che vedere con il confronto – che fu anche scontro – fra destra e sinistra e che ha animato il pensiero ed il dibattito politico ed economico del Novecento. Nazismo e fascismo hanno sostenuto principi aberranti come l’intolleranza, il razzismo, la sopraffazione, l’intimidazione, la violenza, l’uso della forza, il culto della personalità, l’inganno del popolo. Non c’è bisogno di retorica per spiegare e ricordare che il male assoluto, in Italia, ha vestito la camicia nera. Appare invece incredibile come oggi quegli atteggiamenti, anche con altri nomi, siano ancora un pericolo per l’Europa. Chiunque oggi incarna parole ed atteggiamenti così deplorevoli contribuisce drammaticamente ad evocare spettri del passato.

Mentre da più parti nel vecchio continente assistiamo a levate di scudi verso i valori che si sono contrapposti e si contrappongono al nazi-fascismo – umanità, accoglienza, rispetto, apertura, dialogo – è bello registrare come, nonostante le grida di qualcuno, il nostro Paese si contraddistingue per l’abnegazione e la generosità con cui salviamo e assistiamo migliaia di esseri umani che fuggono da guerre, miseria e condizioni disumane, sottoponendo se stessi e i propri figli a rischi e pericoli gravissimi pur di mantenere accesa anche una piccola speranza per un futuro migliore: come ha sottolineato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, si tratta di “un sentimento che accomuna i rifugiati di oggi con la nostra gente di allora, con gli sfollati dalle città verso le campagne, con i profughi che affollavano le strade d’Europa in fuga dalla guerra”. I valori del 25 aprile “confermano nuova e perenne attualità di fronte ai rigurgiti di nazionalismo, di chiusure che emergono ai confini dell’Europa del XXI secolo e alle nubi che si addensano sulla sponda sud del Mediterraneo sempre più tormentato dal terrorismo e teatro di tragedie innumerevoli”. E mi piace ricordare come anche la nostra città si sia aperta all’accoglienza di alcuni di quei disperati in fuga dall’invivibilità che regna nei rispettivi Paesi.

Di fronte a quanto sta accedendo in Europa, il 25 aprile ci ricorda che abbiamo avuto – ed oggi doverosamente ricordiamo – uomini e donne, i martiri del nazi-fascismo, che hanno pensato agli altri prima che a sé stessi.

 

Del resto l’accoglienza è doverosa, ce lo impone anche la Costituzione. Una Costituzione che è figlia della Resistenza, insieme alla Repubblica, che proprio quest’anno, il prossimo 2 giugno, festeggerà settant’anni. Resistenza, Repubblica e Costituzione hanno un legame robusto fra di loro. Nella nostra Carta costituzionale sono risposti i fondamenti della nostra convivenza civile, i valori per i quali i partigiani hanno combattuto. Nel testo voluto dai padri costituenti risplendono la tutela e la cura degli interessi, dei diritti, dei doveri del cittadino, inteso come persona e come soggetto inserito in una comunità. Ha scritto Giorgio La Pira, costituente e Sindaco di Firenze, che “Il progetto di Costituzione si è preoccupato di considerare la persona umana nella integralità dei suoi status e dei suoi diritti: cioè non solo in quanto essa è una realtà individuale, non solo in quanto è membro della collettività statale, ma anche in quanto essa è membro di tutte le altre comunità che sono essenziali al suo sviluppo ed al suo perfezionamento: quindi in quanto essa appartiene ad una famiglia, ad una comunità territoriale, ad una comunità professionale e di lavoro, ad una comunità religiosa, ad una comunità culturale, alla comunità internazionale”. È la parte che contiene questi valori e questi diritti che fa della nostra Carta uno dei testi costituzionali più belli al mondo, frutto di valori, impegno e sangue versato dalla Resistenza. La riforma costituzionale recentemente approvata e sulla quale gli italiani si esprimeranno il prossimo ottobre, nulla toglie e nulla tocca dei principi fondamentali, dei valori e degli ideali che hanno visto lavorare insieme personalità dall’orientamento politico differente, ma accomunate da un’idea positiva di cittadinanza e della cosa pubblica. La riforma costituzionale interviene sull’ordinamento e il funzionamento dello Stato, che necessita da anni di essere modificato per poter meglio consentire alla politica di dare adeguate risposte ai cittadini.

 

Il rischio che oggi va fuggito e che il 25 aprile ci aiuta ad affrontare è quello del populismo, che è rifiuto della politica, rifiuto dello sforzo di tradurre le diverse esigenze che emergono dalla società. Massimo Recalcati – apprezzato psicoanalista e divulgatore, nato e cresciuto nella nostra città – nel suo libro “Patria senza padri – psicopatologia della politica italiana” ha messo bene in luce come “il populismo è sempre rifiuto della politica come traduzione. La polis è il luogo delle lingue, non di una sola lingua. Il politico si costruisce rendendo possibile la traduzione delle lingue. Ogni populismo vorrebbe invece introdurre una sola lingua, che è la lingua del padre-padrone”. Ricordando la pagina biblica della torre di Babele, Recalcati ci ricorda che la moltitudine sparpagliata sulla faccia della Terra deve fare i conti con le differenze, con il pluralismo delle lingue, “esigendo la pazienza della traduzione”. Esistono in democrazia più lingue e ciascuna ha diritto di manifestarsi e di essere ascoltata. Guai quando qualcuno vuole imporre una lingua sola, accreditandola come la sola pura, la sola vera, la sola giusta!

I partigiani e poi i padri costituenti avevano ben chiaro tutto ciò ed hanno saputo agire politicamente traducendo diverse sensibilità e valori in un unico obiettivo – la liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo – e poi in un insieme di diritti e doveri dei cittadini e di regole d’azione democratica condivise – la costituzione della Repubblica –: la fatica ed il confronto della mediazione stanno alla base della politica e dell’azione delle istituzioni.

 

Prima di terminare voglio quest’oggi ricordare Giulio Regeni, il giovane ricercatore italiano dell’Università di Cambridge ucciso poche settimane fa in Egitto. E lo voglio ricordare proprio quest’oggi perché Giulio è morto torturato, come i nazi-fascisti torturavano i partigiani, ma con una differenza: i partigiani erano in guerra, Giulio Regeni era in Egitto per studiare, comprendere, conoscere. È importante che l’Italia non chini la testa su questa vicenda e che l’Europa si faccia sentire. È importante tenere la fiaccola accesa fino a quando sarà stata fatta verità e giustizia su questa drammatica vicenda.

A Giulio Regeni e a tutti i martiri della lotta per la Liberazione dell’Italia dal nazi-fascismo va quest’oggi il nostro tributo di riconoscenza.

 

Viva il 25 aprile!

Viva la Resistenza!

Viva l’Italia!

 

01 apr 16 - 01:03 - 2 commenti

Referendum 'trivelle': perché voterò No

Il referendum abrogativo che si terrà domenica 17 aprile è proposto da 9 regioni italiane (Basilicata, Calabria, Campania, Liguria, Marche, Molise, Puglia, Sardegna, Veneto) e propone di abrogare (unicamente) il comma 17 dell’art.6 del Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n.152, comma che prevede l’estensione della concessione – a chi già ne possiede una – per estrarre idrocarburi entro le 12 miglia dalla costa italiana fino all’esaurimento del giacimento. La norma che il referendum vuole abrogare, dunque, consente a chi già possiede una concessione di poter sfruttare il giacimento di gas o petrolio oltre la scadenza del contratto, fino all’esaurimento del giacimento stesso.

Votando Sì al referendum si abroga quel comma e quindi si permette a chi già possiede una concessione di sfruttarla solo sino alla scadenza contrattuale (e non fino all’esaurimento del giacimento).

Votando No al referendum si consente a chi già possiede una concessione di poterla utilizzare fino al completo esaurimento del giacimento, come la norma oggi autorizza a fare.

Il referendum nulla ha a che fare con la possibilità di realizzare o impedire nuove perforazioni entro od oltre le 12 miglia (cioè circa 20 km) dalle coste italiane.

Personalmente ritengo che l’Italia in questi anni stia facendo molto per implementare l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili e che questa strada vada proseguita con decisione, ma una quota di idrocarburi al momento resta necessaria e non sostituibile nel medio termine: poter contare su una quota domestica di risorse energetiche da idrocarburi, anziché acquistare tutto il fabbisogno dall’estero, è certamente un risparmio. Con il referendum non si decide sulla possibilità di realizzare nuove perforazioni lungo la costa italiana (e chi lo sostiene mente), ma di sfruttare i giacimenti esistenti sino ad esaurimento, senza nulla togliere agli investimenti sulle fonti rinnovabili (eolico, solare, fotovoltaico). Sfruttare fino in fondo i giacimenti esistenti al largo delle coste italiane significa non sprecare quanto già si è investito e permettere al Paese di non acquistare ulteriori idrocarburi dall’estero.

Per queste ragioni il 17 aprile andrò a votare e voterò No al referendum abrogativo.

 

09 mar 16 - 12:22 - 2 commenti

Intervista a Voce Amica

Sul numero di marzo del mensile Voce Amica, Roberto Beretta mi intervista toccando molti temi: territorio e urbanistica, verde e ambiente, opere pubbliche e viabilità, scuola e servizi.

La lunga chiacchierata è riportata solo in parte sul mensile della Comunità Pastorale cittadina, mentre il testo completo lo si trova sul portale online. Per comodità la riporto qui sotto per intero.

 

EDILIZIA, VERDE, SERVIZI, PREOCCUPAZIONI E ASPETTATIVE: SONO I TEMI DELL’INTERVISTA A COMINCINI

Nell’ampia intervista a Eugenio Comincini, sindaco di Cernusco sul Naviglio, su nuovi e vecchi “punti caldi” della nostra comunità – a cura della Redazione di “Voce Amica” – si evidenziano articolate e dettagliate risposte, specialmente per i numerosi cantieri aperti nel nostro territorio. Approfondimenti anche sulle tematiche dei servizi comunali e degli impianti sportivi.

 

La Fiera di San Giuseppe è alle porte, quali le principali iniziative?

Quest’anno la Fiera di San Giuseppe, la nostra fiera, compirà 93 anni. Un evento per tutti i cernuschesi, ma anche per chi abita in zona. Tra gli eventi da non perdere di certo la serata di apertura, giovedì 17 marzo, con la premiazione del Gelso d’Oro, momento in cui la città ringrazia i cernuschesi che per motivi diversi si sono distinti nel campo della cultura, della scienza e dei mestieri. Novità di quest’anno, invece, la “Notte bianca della biblioteca”, per continuare a celebrare il 50esimo anniversario delle nostre sale lettura. E poi nel fine settimana, tornano per il secondo anno consecutivo la riscoperta delle radici agresti con gli animali, gli antichi mestieri contadini e un’opera d’arte esposta a Villa Greppi e, come sempre in piazza, bancarelle e momenti di aggregazione. Da non perdere anche lo spettacolo pirotecnico in piazza Unità d’Italia sabato sera, che renderà ancora più ricco di fascino questa 93esima edizione della Fiera.

 

Nella Filanda esporrete anche quest’anno i prossimi progetti?

Sì, l’appuntamento con “l’Amministrazione in piazza”, che ormai da cinque anni si tiene in Filanda, è un’occasione preziosa per illustrare alla città i prossimi progetti da realizzare e per confrontarci con i cittadini.

 

Lo scorso anno su “Voce Amica” avevamo incentrato l’intervista del “primo piano” di marzo sulla Città metropolitana… non si sono visti passi concreti.

Purtroppo è vero. Città metropolitana non è decollata: criticità della legge nazionale e della norma regionale hanno finora profondamente limitato la sua azione. È necessario rivedere la legislazione correggendo le storture frutto di eccessive mediazioni e di insufficiente coraggio politico; le città metropolitane – certamente quelle più grandi, come Roma, Milano e Napoli – devono avere personale politico eletto direttamente dai cittadini e pienamente dedicato alla nuova distinzione; inoltre devono avere poche competenze incentrate sullo sviluppo strategico dei rispettivi territori: a mio avviso devono avere esclusiva competenza sui principali servizi pubblici locali quali il trasporto pubblico locale e i rifiuti, su acqua, gas, reti, sulla macro pianificazione territoriale, sullo sviluppo economico e sociale, mentre le altre competenze dovrebbero essere attribuite a Regione e Comuni. È poi indispensabile che la parte finanziaria della riforma venga profondamente rivista: infatti senza sufficienti risorse le città metropolitane non potranno dare adeguate risposte alle attese di Comuni, famiglie e imprese.

 

Ma anche la recente esperienza dell’Unione dei Comuni della Martesana è sembrata più una “trovata dei politici” che una precisa scelta programmatica…

No, al contrario è stata una scelta – certamente politica – dettata dalla volontà di voler garantire ad un territorio più vasto servizi di qualità. Il futuro dei Comuni è nelle gestioni associate, per poter ottenere risparmi, ma soprattutto per ampliare gamma e qualità dei servizi offerti. Oggi i Comuni dell’Unione della Martesana stanno trovando difficoltà nello start-up di questa nuova esperienza di cooperazione istituzionale per via del fatto che l’Unione rappresenta a tutti gli effetti una nuova istituzione e quindi necessita di essere dotata anche di funzioni generali (il bilancio, la segretaria generale, la gestione del personale) che aumentano i costi di avvio.

 

Girando per le strade periferiche, nonostante i vostri appelli contro la cementificazione, si contano innumerevoli cantieri … che sacrificano le poche aree verdi esistenti.

Le scelte urbanistiche – per loro natura – si sviluppano su un arco temporale lungo e non sempre per il cittadino è facile comprendere l’origine e il perché di alcune iniziative edilizie e di taluni interventi. La nostra amministrazione ha operato per contenere scelte fatte nel passato: il nostro Piano di Governo del Territorio ha realmente ridotto del 40% il consumo di suolo e le edificazioni che le scelte urbanistiche compiute con il Piano Regolatore Generale del 2002 avevano ancora “in pancia”. Parallelamente abbiamo “blindato” parti importanti del nostro territorio che non erano state trasformate e che abbiamo inserito nel Parco Locale di Interesse Sovracomunale Est delle Cave: si tratta di 2milioni 350mila metri quadrati – che si aggiungono ai 750mila metri quadrati precedentemente conferiti al parco – che saranno tutelati e preservati dalle edificazioni. Sempre la nostra amministrazione ha messo a disposizione degli agricoltori 610mila metri quadrati di aree verdi comunali, per implementare l’attività agricola. Certamente i cittadini vedono i cantieri, frutto di vecchie scelte, ma è bene che sappiano anche quanto abbiamo fatto per tutelare il territorio.

 

Sono proprio tutte vecchie licenze?

Alcune sono vecchie convenzioni, altre iniziative immobiliari sono frutto di scelte urbanistiche passate sulle quali abbiamo potuto intervenire solo in diminuzione, senza poter cancellare i diritti edificatori ormai acquisiti.

 

Ci può fare qualche esempio?

I complessi residenziali sorti a nord della città, in zona Falcone Borsellino, sono frutto delle convenzioni urbanistiche stipulate nel 2006 e nel 2007 in epoca Cassamagnaghi, prima del nostro arrivo in amministrazione, e comunque rivenienti dai contenuti del Piano Regolatore del 2002 voluto dall’amministrazione di Paolo Frigerio; le case in edilizia convenzionata che si stanno ultimando lungo la tangenzialina ad est, in zona Castellana, Continua a leggere Intervista a Voce Amica

25 feb 16 - 16:46 - Lascia commento

Pietro Melzi nuovo Assessore

Pietro Melzi quest’oggi è formalmente entrato a far parte della squadra di Giunta.

Rispetto all’annuncio fatto la scorsa settimana ci è voluto qualche giorno per espletare le necessarie procedure per rispettare la policy dell’attuale datore di lavoro di Pietro, ma da oggi Pietro Melzi è il nuovo Assessore al Bilancio e Personale.
A lui va il mio personale in bocca al lupo e il ringraziamento per aver accettato un incarico complesso e di rilievo, ma che – ne sono convinto – porterà avanti con entusiasmo, idee propositive e competenza. Accettare il ruolo di Amministratore pubblico, al contrario di quanto si possa pensare, non è di certo una scelta semplice: avere maggiori responsabilità nella gestione del bene comune è cosa notevole e credo che chi fa politica debba sempre tenerlo a mente, per poter fare e dare il meglio per la propria comunità.
A Pietro rinnovo il mio ringraziamento per aver accettato la sfida e l’augurio di poter vivere un’esperienza costruttiva e formativa allo stesso tempo, collaborando efficacemente con tutta la squadra di Giunta e con la struttura comunale.